Midterm, Trump sfida la storia: «Perché dovrebbe andare diversamente?»
Il presidente statunitense riconosce la tradizionale difficoltà del partito alla Casa Bianca e conta sul bilancio del proprio lavoro per invertire la tendenza.
Donald Trump non vede ragioni per cui il suo partito debba subire alle prossime elezioni di metà mandato lo stesso destino registrato da molti predecessori. Secondo il presidente, i risultati ottenuti dall’amministrazione dovrebbero rappresentare un vantaggio elettorale, non trasformarsi in un ostacolo.
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Trump punta sul lavoro svolto
Parlando nello Studio Ovale, Trump ha sostenuto che l’attività condotta finora dalla sua amministrazione possa giocare a suo favore. «Non dovrebbe esserci alcun motivo per cui debba andare diversamente», ha affermato, aggiungendo che il lavoro della Casa Bianca dovrebbe essere considerato un elemento positivo.
Il presidente ha quindi respinto l’idea che la consueta penalizzazione nelle elezioni di metà mandato debba valere automaticamente anche per lui. La sua valutazione si basa soprattutto sulla convinzione che quanto realizzato finora possa incidere sul giudizio degli elettori.
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Una tradizione difficile da ribaltare
Trump ha ricordato che, nella storia americana recente, i presidenti tendono a perdere consenso quando si vota per rinnovare il Congresso a metà del mandato presidenziale. A suo dire, il fenomeno ha riguardato esponenti di entrambi i principali partiti e amministrazioni considerate tanto efficaci quanto deludenti.
Il presidente ha indicato una statistica particolarmente severa: soltanto due presidenti avrebbero vinto le elezioni di metà mandato su venticinque casi. Da qui la sua conclusione, espressa con tono realistico, che il voto intermedio finisca generalmente per trasformarsi in una battuta d’arresto per chi occupa la Casa Bianca.
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