Tibet, paura dopo la scossa: danni ancora da chiarire
Il sisma ha raggiunto magnitudo 7 e si è verificato a 183 chilometri da Nagqu, in un’area montuosa e poco abitata
Restano da accertare le conseguenze del forte terremoto che ha colpito l’altopiano tibetano. La zona interessata è scarsamente popolata, ma la potenza dello scuotimento alimenta il timore di crolli nei territori vicini all’epicentro.
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Danni ancora senza conferme
La scossa ha raggiunto magnitudo 7 e, secondo le stime disponibili, l’intensità massima del movimento del suolo si è avvicinata all’ottavo grado della scala Mercalli modificata. Al momento non sono però disponibili dati certi sull’eventuale numero di vittime o sull’entità dei danni.
L’epicentro è stato individuato a circa 183 chilometri in direzione est-nord-est rispetto alla città di Nagqu. La collocazione in una regione montuosa e poco densamente abitata rende più difficile valutare rapidamente gli effetti del sisma.
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L’allerta arancione dell’Usgs
L’Istituto geologico degli Stati Uniti ha classificato l’evento con un’allerta arancione attraverso il sistema Pager, lo strumento che stima il possibile impatto dei terremoti in termini di vittime e perdite economiche. Questo livello indica la possibilità di conseguenze rilevanti.
Il terremoto è stato registrato alle 22.33 secondo l’ora locale, quando in Italia erano le 16.33. La forte intensità rilevata lascia aperta l’ipotesi di cedimenti strutturali nelle aree circostanti, ma ogni valutazione resta ancora provvisoria in attesa di informazioni più complete.
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