Tibet, la scossa da 7 fa temere crolli: cosa si sa
Il sisma ha avuto origine a 183 chilometri da Nagqu, in una zona remota dove la valutazione dei danni è ancora in corso
Restano ancora da chiarire le conseguenze del violento movimento tellurico che ha interessato il Tibet. La potenza della scossa alimenta il timore di cedimenti nelle aree vicine, ma non sono al momento disponibili stime attendibili su vittime o distruzioni.
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L’epicentro lontano da Nagqu
Secondo le rilevazioni dell’Istituto geologico degli Stati Uniti, il punto d’origine del terremoto si trova a circa 183 chilometri in direzione est-nord-est rispetto a Nagqu. L’area interessata è dunque distante dai principali centri abitati della regione.
Il sisma ha raggiunto una magnitudo pari a 7 e si è verificato sull’altopiano tibetano, territorio caratterizzato da rilievi elevati e da una presenza umana ridotta. Queste condizioni rendono più complesso raccogliere rapidamente informazioni sui possibili effetti della scossa.
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Magnitudo elevata, bilancio incerto
La forte intensità registrata potrebbe aver provocato crolli o danneggiamenti nelle località prossime all’epicentro. Al momento, tuttavia, non sono stati forniti dati definitivi sull’eventuale numero di persone coinvolte.
Le prime informazioni sul terremoto sono state diffuse il 22 ottobre. Le autorità e gli organismi di monitoraggio devono ancora completare le verifiche sul terreno per stabilire l’ampiezza dei danni.
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