Tequila, Italia seconda per purezza: il dato che la distingue
Le importazioni dalla produzione messicana salgono del 22,6% e portano il mercato italiano al sesto posto mondiale per quantità.
La classifica dei volumi non racconta tutto: l’Italia si distingue soprattutto per la composizione delle sue importazioni di tequila. Tra gennaio e settembre 2026, infatti, l’83,3% del prodotto arrivato dalla produzione messicana apparteneva alla categoria 100% agave, una quota che vale il secondo posto mondiale per qualità della fornitura.
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La purezza è il vero punto di forza
Su un totale di 3.459.212 litri importati nei primi nove mesi dell’anno, 2.880.940 litri erano tequila ottenuta esclusivamente da agave. Davanti all’Italia, per incidenza di questa categoria, c’è soltanto Porto Rico.
Il confronto con altri grandi mercati europei evidenzia ancora di più la particolarità italiana. La Francia si ferma al 13,2% di tequila 100% agave, mentre la Spagna raggiunge appena l’11,4%.
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Crescono gli acquisti dall’estero
L’incremento registrato dalla Penisola rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è del 22,6%. Grazie a questa crescita, l’Italia occupa la sesta posizione globale tra i Paesi importatori per quantità, alle spalle di Stati Uniti, Spagna, Canada, Regno Unito e Francia.
La Francia ha di recente superato l’Italia nei volumi complessivi, ma il dato italiano resta in controtendenza rispetto a quello di alcuni importanti acquirenti. Nello stesso periodo, le importazioni degli Stati Uniti sono diminuite del 7,5%, mentre quelle della Germania hanno subito una contrazione del 36,8%.
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