Kiev al buio dopo i missili: Zelensky cerca sostegno a Londra
Le nuove incursioni russe hanno colpito la rete energetica della capitale e altre regioni ucraine, causando vittime e riaccendendo l’allarme sulla difesa aerea
Le esplosioni sono state udite a Kiev prima dell’attivazione delle sirene antiaeree, mentre nuovi attacchi russi colpivano diversi territori dell’Ucraina. Nella capitale i danni alla rete elettrica hanno provocato interruzioni di corrente; oggi Volodymyr Zelensky sarà a Londra, in una fase delicata per il sostegno internazionale a Kiev.
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La capitale resta senza corrente
Secondo le autorità ucraine, l’offensiva ha preso di mira soprattutto gli impianti energetici di Kiev e dell’area circostante. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che la città è stata raggiunta da un attacco massiccio con missili balistici e ha avvertito che il pericolo non era ancora terminato: «La minaccia balistica persiste».
Già nella serata di martedì un missile russo aveva colpito una centrale elettrica considerata essenziale per il funzionamento della capitale. L’attacco ha lasciato diverse zone senza elettricità e ha riportato al centro dell’attenzione la vulnerabilità delle infrastrutture civili ucraine.
Sei vittime in tre regioni
Il numero complessivo dei morti causati dalle incursioni più recenti è salito ad almeno sei. Tre persone hanno perso la vita a Kiev, due nella regione centrale di Dnipropetrovsk e un’altra nell’area sud-orientale di Zaporizhzhia, secondo i bilanci diffusi dai responsabili locali.
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Le operazioni russe hanno interessato più regioni nello stesso arco di tempo. Le autorità ucraine continuano a valutare i danni, mentre nella capitale la popolazione deve fare i conti con i disagi provocati dai guasti agli impianti di approvvigionamento elettrico.
Zelensky denuncia l’assenza di avvisi
Il presidente ucraino ha sostenuto che Kiev non avrebbe ricevuto dai Paesi alleati alcuna segnalazione preventiva sull’attacco alla centrale. In un messaggio pubblicato dopo il raid, Zelensky ha spiegato che i sistemi di rilevamento hanno individuato i missili soltanto quando erano ormai vicinissimi alla città.
Il fatto che le detonazioni siano arrivate prima degli allarmi ha suscitato particolare preoccupazione. In passato un simile ritardo era stato registrato solo di rado; i funzionari ucraini lo hanno collegato alla possibile difficoltà di individuare i vettori impiegati dalla Russia oppure a problemi tecnici dei sistemi di allerta. Nel frattempo, la visita di Zelensky a Londra riporta sul piano diplomatico la richiesta di un sostegno più efficace alla difesa dell’Ucraina.
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