Trump alza il tono: l’Iran nel mirino e i missili Houthi a 1.900 km
Il gruppo yemenita avrebbe ricevuto dalla Cina parti utili a costruire un’arma simile al Kheibar Shekan iraniano, capace di minacciare Riyad e Israele.
«Ne abbiamo abbastanza». Dal palco di un comizio in Alaska, Donald Trump ha rivolto un nuovo avvertimento a Teheran, evocando una possibile risposta americana contro l’Iran e collegando la crisi regionale al rischio che il Paese sviluppi un’arma nucleare.
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Trump minaccia una risposta a Teheran
Il presidente statunitense ha promesso conseguenze pesanti nel caso in cui l’Iran proseguisse sulla strada del potenziamento nucleare. «Aspettate di vedere cosa faremo all’Iran. Gliene faremo passare delle belle», ha detto, sostenendo che un eventuale aumento del prezzo del petrolio sarebbe un costo limitato se servisse a impedire a Teheran di dotarsi della bomba atomica.
Poco prima, in un messaggio pubblicato su Truth, Trump aveva attaccato anche gli Houthi, accusandoli di comportarsi «molto male» e assicurando che il loro atteggiamento non sarebbe stato dimenticato. Le sue parole arrivano mentre la situazione nello scacchiere mediorientale continua a esercitare pressione sui mercati energetici.
Attacchi e petrolio fanno salire la tensione
Nelle ultime settimane i ribelli yemeniti avrebbero aumentato le operazioni contro l’Arabia Saudita, tentando di reagire al blocco imposto da Riyad. Parallelamente, le azioni attribuite all’Iran contro le navi mercantili nello Stretto di Hormuz hanno contribuito a spingere verso l’alto le quotazioni del greggio.
Il quadro rafforza i timori su un possibile allargamento del conflitto e spiega l’irritazione espressa dalla Casa Bianca. A preoccupare non sono soltanto gli attacchi già compiuti, ma anche l’eventuale disponibilità di sistemi missilistici più sofisticati nelle mani degli Houthi.
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Pechino al centro dei rifornimenti
Secondo un’analisi di Conflict Armament Research, citata dal Wall Street Journal, il gruppo starebbe cercando di assemblare in Yemen missili balistici avanzati a medio raggio. Per riuscirci avrebbe ottenuto dalla Cina componenti destinati alla produzione di un sistema ispirato al Kheibar Shekan, una delle armi più potenti dell’arsenale iraniano.
Le informazioni sono state raccolte dalle autorità yemenite a luglio, dopo il fermo di due spedizioni intercettate l’anno precedente. I materiali missilistici sarebbero stati nascosti all’interno di carichi apparentemente destinati ad altri usi, secondo quanto ricostruito nel rapporto dell’organizzazione che monitora gli armamenti nelle aree di guerra.
Un raggio che cambia i bersagli
Il Kheibar Shekan è un missile mobile a guida di precisione, presentato a Teheran nel 2022. La sua portata viene stimata in circa 1.200 miglia, vale a dire quasi 1.900 chilometri: una distanza sufficiente a collocare gran parte dell’Arabia Saudita e Israele entro il possibile raggio d’azione.
L’Iran avrebbe impiegato questo modello contro installazioni americane, con risultati considerati significativi durante gli scontri della scorsa primavera. Se gli Houthi riuscissero davvero a riprodurne una versione con parti importate, il gruppo sostenuto da Teheran disporrebbe di una capacità offensiva tecnologicamente più avanzata rispetto a quella finora documentata.
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