Taiwan, il dossier da 14 miliardi resta fermo: cosa dice Perdue
L’ambasciatore statunitense a Pechino ribadisce la linea americana sulla pace nello Stretto e rimanda le decisioni sulle nuove armi a Taipei
Resta senza una data precisa il via libera alla fornitura militare statunitense destinata a Taiwan, un pacchetto dal valore di 14 miliardi di dollari ancora in attesa della firma di Donald Trump. A parlarne è stato David Perdue, ambasciatore degli Stati Uniti a Pechino, intervenuto in un’intervista a Fox News.
Washington non cambia linea su Taiwan
Nel colloquio, Perdue ha ribadito che l’orientamento di Washington non ha subito variazioni. "La posizione Usa su Taiwan non è cambiata: vogliamo la pace nello Stretto. Vogliamo una soluzione pacifica. È una questione che riguarda i popoli di Taiwan e della Cina", ha affermato l’ambasciatore.
Il riferimento è alla situazione nello Stretto e al rapporto tra Taipei e Pechino. Secondo il diplomatico, l’obiettivo americano resta evitare un’escalation e favorire una soluzione non militare, lasciando la questione alle popolazioni coinvolte.
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L’attesa per il via libera di Trump
Quanto alla possibile vendita delle armi, Perdue non ha indicato una scadenza. Il dossier, dal valore complessivo di 14 miliardi di dollari, rimane infatti sul tavolo del presidente americano, ma non è stato chiarito quando potrà arrivare l’approvazione definitiva.
L’ambasciatore ha inoltre ricordato che Trump ha già autorizzato forniture a Taiwan per un ammontare superiore a quello deciso da ogni altro presidente statunitense dal 1979. "Il presidente Trump ha una sua agenda e ha già venduto a Taiwan il 50% di armi in più rispetto a qualsiasi altro presidente dal 1979 a oggi", ha dichiarato, presentando questo dato come una prova del sostegno già assicurato a Taipei.
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