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Attualità 3 min di lettura1 ott

Svapo tra i ragazzi: il rischio nascosto per mente e dipendenza

In Italia il 37,1% degli studenti tra 14 e 17 anni utilizza nicotina: le e-cig sono il prodotto più comune e gli esperti segnalano conseguenze fisiche e psicologiche.

La questione non riguarda soltanto il possibile passaggio alle sigarette tradizionali. Tra gli adolescenti che usano sigarette elettroniche emergono infatti associazioni con depressione, attacchi di panico, perdita di interesse e pensieri suicidari, mentre la nicotina può condizionare un cervello ancora in sviluppo. I dati italiani descrivono un fenomeno ampio: oltre 851 mila studenti tra 14 e 17 anni fumano o svapano.


La salute mentale è il nodo più delicato

Gli studi citati dai medici William Carroll e Francesco Gilchrist, in un’analisi pubblicata sulla rivista Nature, collegano il consumo di e-cig a una maggiore frequenza di alcuni problemi psicologici. Tra i giovani utilizzatori vengono segnalati più spesso depressione, crisi di panico, anedonia e ideazione suicidaria.

L’associazione più preoccupante riguarda i comportamenti suicidari. Rispetto ai coetanei che non svapano, gli utilizzatori avrebbero quasi il doppio della probabilità di riferire pensieri o progetti suicidari, oppure tentativi di suicidio. Il dato indica una correlazione osservata dagli studiosi e non dimostra, da solo, un rapporto diretto di causa ed effetto.


Nicotina, dipendenza e sigarette

Secondo gli autori dell’analisi, i dispositivi elettronici possono fornire nicotina «a livelli paragonabili o superiori» a quelli delle sigarette tradizionali. Anche esposizioni occasionali, riferisce il lavoro, possono essere seguite da desiderio incontrollabile e sintomi legati all’astinenza.

Per chi comincia da adolescente, il rischio riguarda anche il futuro consumo di tabacco combusto. I ragazzi che utilizzano sigarette elettroniche presenterebbero una probabilità da due a dodici volte più alta di iniziare in seguito a fumare sigarette tradizionali rispetto ai non utilizzatori. Sono inoltre riportati disturbi respiratori, tosse, dolore o fastidio al petto, respiro sibilante, irritazioni a occhi, bocca e gengive e una maggiore presenza di condizioni allergiche.

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Oltre un ragazzo su tre consuma nicotina

Le rilevazioni dell’Istituto superiore di sanità mostrano che il 37,1% degli studenti italiani tra 14 e 17 anni fuma o utilizza prodotti elettronici. Le sigarette elettroniche raggiungono il 30,8%, davanti al tabacco riscaldato, al 22,8%, e alle sigarette tradizionali, al 22,3%. Una parte dei ragazzi combina più prodotti.

Il consumo è più frequente tra le ragazze: la quota arriva al 44,2%, contro il 30,3% registrato tra i ragazzi. Nonostante il divieto di vendita ai minorenni, il 57,9% degli adolescenti che usano e-cig racconta di non aver incontrato un rifiuto da parte dei rivenditori. Per il tabacco riscaldato la percentuale è del 47,3%, mentre per le sigarette tradizionali si ferma al 44,2%.


Aromi e regole ancora più severe

Il richiamo per i più giovani passa anche dai gusti e dall’aspetto dei prodotti. Tra gli utilizzatori, l’80,8% sceglie aromi alla frutta; seguono le varianti fresche o mentolate, al 30%, quelle dolci o cremose, al 25,4%, e i sapori ispirati a cocktail e bevande, al 24,6%. L’11,2% dichiara di usare liquidi con cannabidiolo, noto come Cbd.

Gli studiosi chiedono misure più incisive per contenere la diffusione della dipendenza da nicotina. Cina, Danimarca, Finlandia e Paesi Bassi hanno introdotto restrizioni sugli aromi, mentre il Regno Unito ha predisposto una legge sul tabacco e sullo svapo con limiti alla vendita e norme più rigide per pubblicità e promozione. Carroll e Gilchrist ricordano che le e-cig possono aiutare alcuni adulti a smettere di fumare, ma per chi non ha mai fumato rischiano di diventare l’ingresso a una dipendenza: «Il messaggio deve essere forte e chiaro».

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