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Attualità 1 min di lettura23 min fa

Stati Uniti, Crozza critica il potere di armi e banche

Nel monologo del programma sul Nove, il comico ha analizzato il voto statunitense e l'influenza dei grandi finanziatori

Maurizio Crozza ha dedicato agli Stati Uniti l'apertura dell'ultima puntata di Fratelli di Crozza, trasmessa venerdì in prima serata sul Nove e disponibile anche in streaming su discovery+.

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Il commento sul voto americano

Il comico ha osservato l'avanzata elettorale di candidati progressisti e appartenenti a minoranze, collegandola alla recente battuta d'arresto di Donald Trump. Nel monologo ha inoltre evidenziato il cambio di tono dell'ex presidente: dai toni aggressivi associati all'assalto di Capitol Hill è passato, secondo la lettura proposta da Crozza, a posizioni più moderate e disponibili alla collaborazione.

Il conduttore ha quindi allargato il ragionamento oltre il risultato delle urne. La sua analisi ha messo a confronto le amministrazioni democratiche e repubblicane, sostenendo che l'alternanza alla Casa Bianca non avrebbe modificato davvero i centri di potere del Paese.


Il peso di lobby e grandi patrimoni

Nel passaggio centrale del monologo, Crozza ha richiamato la spesa complessiva della tornata elettorale: più di 11 miliardi di dollari. Una cifra che, nella ricostruzione proposta dal comico, mostra il peso dei finanziamenti privati nella competizione politica statunitense.

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A sostenere i candidati ci sarebbero soprattutto grandi patrimoni e gruppi di pressione legati alle armi, al petrolio e alla sanità privata. Il punto della sua critica è stato riassunto nella frase: «Tra presidenti dem e repubblicani non è mai cambiato nulla. Governano armi, petrolio e banche».

Il monologo ha così presentato il voto americano non soltanto come un confronto tra partiti e candidati, ma come una competizione condizionata dagli interessi economici che finanziano la politica, indipendentemente da chi occupi la Casa Bianca.

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