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Attualità 2 min di lettura47 min fa

Usa e Brasile, il commento legge una vittoria della sinistra

L’analisi collega il voto statunitense e il successo di Lula alle prospettive dell’opposizione italiana

Il commento politico sostiene che gli ultimi risultati negli Stati Uniti e in Brasile abbiano indebolito la destra internazionale e rafforzato le forze progressiste. Secondo questa lettura, la nuova fase dovrebbe spingere anche l’opposizione italiana a cambiare strategia.

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Trump e Bolsonaro nel mirino

L’analisi attribuisce a Donald Trump una pesante battuta d’arresto nelle elezioni statunitensi di metà mandato. Il testo collega il risultato alla mobilitazione popolare contro le politiche della destra e presenta Flávio Bolsonaro come un altro esponente sconfitto, sostenendo che abbia lasciato il Brasile per evitare l’arresto legato a diverse accuse.

Nel commento vengono criticati anche i leader conservatori italiani e alcuni rappresentanti europei, accusati di aver sostenuto o assecondato Trump. Tra i nomi citati figurano Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Mark Rutte, Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron e Friedrich Merz.

Il testo indica inoltre Benjamin Netanyahu come una possibile fonte di nuove tensioni in Medio Oriente. A suo giudizio, il primo ministro israeliano potrebbe aggravare il conflitto per sottrarsi alle conseguenze delle accuse rivoltegli, fino a mettere a rischio un allargamento della guerra.


Le forze indicate come alleate

Secondo il commento, il risultato internazionale sarebbe stato favorito dalla partecipazione di gruppi diversi: migranti, popolazioni indigene, afrodiscendenti, persone Lgbt, ispanici e musulmani. L’autore li descrive come componenti ormai decisive di sistemi politici più democratici e orientati verso politiche socialiste.

Tra gli esempi citati compaiono la popolazione palestinese, quella cubana e quella iraniana. Il testo sostiene che diciotto rappresentanti palestinesi siano entrati nella Knesset e possano avere un peso politico rilevante; descrive inoltre Cuba come ancora sottoposta all’embargo statunitense e l’Iran come capace di respingere le pressioni di Trump.

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La prospettiva indicata è quella di una cooperazione internazionale più stretta con la Cina e con i Paesi dei Brics. Il commento interpreta le vicende brasiliana e statunitense come un’affermazione degli interessi della maggioranza contro quelli di una ristretta cerchia di grandi patrimoni.


L’esame per l’opposizione italiana

L’autore guarda quindi alle prossime elezioni italiane e considera il Paese un banco di prova per le posizioni emerse negli Stati Uniti e in Brasile. Tra gli insegnamenti da seguire viene richiamata la necessità di unire radicalità e concretezza, formula associata a Elly Schlein.

Il testo chiede però una discontinuità completa rispetto alle precedenti esperienze di governo, giudicate troppo attente agli interessi del capitale nazionale e internazionale e ai vincoli della dottrina Draghi. La critica riguarda anche la collocazione internazionale dell’Italia e il suo rapporto con gli alleati occidentali.

Secondo l’analisi, nel Paese esiste una distanza tra la mobilitazione di studenti, lavoratori e movimenti popolari e un ceto politico di opposizione considerato indebolito. La presenza di Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Lorenzo Guerini viene indicata come uno degli ostacoli alla costruzione di una proposta alternativa.

Il commento conclude che pace, tutela ambientale, reddito e servizi sociali dovrebbero diventare i principali punti programmatici dell’opposizione. L’obiettivo indicato è mandare a casa il governo guidato da Giorgia Meloni e riportare al centro delle politiche italiane le esigenze sociali.

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