660notizie oggi
Attualità 4 min di lettura59 min fa

Starlink, droni ucraini accecati: missioni cancellate e nuovi sospetti su Washington

Le forze di Kiev segnalano limiti improvvisi ai terminali militari mentre i missili russi colpiscono la rete energetica e riaccendono i dubbi sul sostegno americano.

Le forze ucraine hanno dovuto interrompere alcune operazioni con i droni dopo la comparsa, senza preavviso, di nuove restrizioni sui terminali Starshield, la versione militare della rete satellitare Starlink. L’episodio arriva mentre Kiev denuncia anche ritardi nella segnalazione dei lanci missilistici russi e teme un indebolimento della collaborazione con Washington.

Nella notte la Russia ha lanciato 39 missili balistici e 128 droni contro il territorio ucraino. Soltanto quattro missili sarebbero stati abbattuti, mentre gli attacchi hanno colpito impianti energetici nella capitale e nelle regioni centrali, lasciando almeno 600mila persone senza corrente.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


I droni perdono il collegamento

La limitazione riguarda i velivoli senza pilota che utilizzano Starshield per le comunicazioni e il controllo durante le missioni. Secondo testimonianze raccolte tra i militari, superata la soglia di circa 160 chilometri orari il segnale comincia a indebolirsi; in alcune circostanze, però, il collegamento sarebbe caduto per una ventina di secondi anche a velocità inferiori.

Il 7° Corpo di reazione rapida, impegnato nel settore sudorientale, ha confermato la cancellazione di diverse operazioni. I droni erano destinati anche ad attaccare obiettivi logistici russi nelle zone occupate. Un comandante ha mostrato un filmato nel quale due apparecchi, rimasti senza connessione, non riescono a completare il volo previsto.

Serhiy “Flash” Beskrestnov, consulente della presidenza ucraina per le tecnologie militari, sostiene che il blocco sia stato introdotto senza alcun avviso alle forze di difesa. “La soglia è stata fissata a 100 miglia all’ora e riguarda il pacchetto militare Starshield”, ha detto, collegando la decisione al clima politico attuale. Il volontario Serhiy Sternenko ha ipotizzato che l’intervento possa essere stato richiesto dagli ambienti vicini a Donald Trump.

SpaceX, la società di Elon Musk che gestisce il servizio, non ha finora fornito spiegazioni. Le accuse restano quindi prive di una conferma ufficiale, ma a Kiev l’episodio viene considerato difficile da separare dalle indiscrezioni su possibili pressioni americane.


Missili e corrente, la crisi si allarga

Il problema dei droni si somma a un altro episodio contestato dall’Ucraina: per due giorni consecutivi i missili balistici russi avrebbero raggiunto Kiev prima dell’attivazione degli allarmi destinati alla popolazione. Zelensky ha riferito che i vettori diretti verso la centrale termoelettrica CHPP-4 sono stati individuati dai radar nazionali soltanto quando erano ormai vicini alla capitale.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

L’aeronautica ucraina afferma che gli alleati non avrebbero segnalato la prima ondata, mentre avrebbero comunicato l’arrivo delle tre successive. Gli Stati Uniti dispongono di satelliti a infrarossi capaci di rilevare in anticipo i lanci, e proprio per questo l’assenza di un avvertimento tempestivo alimenta i dubbi sulla continuità dello scambio di informazioni.

Il premier ucraino Serhiy Koretskyi ha dichiarato che sono state colpite tutte e tre le centrali di cogenerazione di Kiev, oltre alle infrastrutture che riforniscono la capitale e le regioni centrali. I danni, secondo Zelensky, interessano 26 strutture del comparto elettrico e quattro impianti del settore petrolifero e del gas. “Almeno 600mila persone sono senza elettricità e le interruzioni potrebbero diventare ancora più estese”, ha affermato.

Nei giorni scorsi Donald Trump aveva negato che gli Stati Uniti avessero interrotto la condivisione delle informazioni militari. Anche il ministro degli Esteri Andrii Sybiha aveva confermato che la cooperazione proseguiva. Lo stesso Beskrestnov aveva invitato a non trarre conclusioni immediate, ricordando che in passato i satelliti alleati non avevano rilevato alcuni lanci di missili S-400 per ragioni tecniche.


Le pressioni americane sul tavolo

I sospetti sono tuttavia cresciuti dopo le notizie secondo cui l’amministrazione Trump avrebbe minacciato di sospendere informazioni militari e forniture di armi attraverso il programma “Purl” se Kiev avesse continuato a colpire le raffinerie russe. La pressione sarebbe legata anche all’intesa raggiunta da Trump e Vladimir Putin sul diesel, considerata dalla Casa Bianca importante in vista delle elezioni di metà mandato, quando il costo dei carburanti potrebbe diventare un tema centrale.

Zelensky aveva riferito che alcuni generali gli avevano comunicato la possibilità di una sospensione dell’intelligence americana. Ora, dopo il malfunzionamento dei terminali militari e l’allarme mancato sui missili, a Kiev il timore è che due episodi distinti possano indicare un ridimensionamento concreto del sostegno occidentale.

Il presidente ucraino ha infine accusato Mosca di aver ignorato la tregua sostenuta da Trump, mai accettata formalmente dal Cremlino. Secondo la sua lettura, gli attacchi alle infrastrutture energetiche rappresentano anche un messaggio politico diretto alla Casa Bianca: “Non c’è mai stata una mancanza di rispetto così evidente della Russia nei confronti dell’America”.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere