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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Spread a 117, Milano cede: i titoli che resistono al ribasso

In una seduta dominata dalle tensioni politiche e dal caro energia, il Ftse Mib perde il 2,5% mentre salgono i rendimenti dei bond europei.

In una giornata di forti vendite, Inwit guadagna il 2,62% e Stellantis sale del 2,41%, distinguendosi dal resto del listino milanese. Anche alcuni gruppi del comparto energetico riescono a muoversi in controtendenza: Saipem segna +1,14%, Eni +1,04% e Tenaris +0,67%.


Pochi rialzi nel listino milanese

Il quadro generale resta tuttavia negativo. A metà seduta il Ftse Mib cede il 2,5% e torna sotto quota 50mila punti, un livello che non veniva oltrepassato al ribasso da giugno.

La debolezza coinvolge anche i principali mercati statunitensi in avvio: il Nasdaq arretra dello 0,7%, mentre l'S&P 500 lascia sul terreno lo 0,4%. A Milano, le pressioni in vendita si concentrano soprattutto sui titoli tecnologici e su alcune banche.


Tecnologia e banche sotto pressione

Technoprobe è tra i titoli più penalizzati, con una flessione del 7,11%. Seguono Prysmian, in calo del 4,64%, e STMicroelectronics, che perde il 4,63%.

Vendite consistenti anche sulle società coinvolte nel risiko bancario: Intesa Sanpaolo scende del 3,95%, Bper del 3,69% e Mps del 3,30%. Il contrasto con le poche performance positive del listino rende ancora più evidente l'ampiezza della correzione.


Spread e Borse cambiano passo

A metà giornata il differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi raggiunge 117 punti base, contro un valore di circa 107 punti registrato alla chiusura precedente. Sul mercato azionario, invece, il ribasso di Milano si inserisce in una discesa più ampia che interessa le principali piazze europee.

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Madrid perde l'1,7%, Francoforte arretra dell'1,4%, Parigi dell'1,1% e Londra dell'1,7%. Gli investitori guardano soprattutto all'instabilità politica ed economica di alcuni Paesi dell'area euro, con Francia e Spagna tra i casi più osservati.


Francia e Spagna alimentano i timori

In Francia il rendimento dei titoli di Stato sale al 4,9%. Sul Paese pesano la difficoltà di costruire una legge di bilancio considerata credibile, un debito ai livelli più elevati dal 2002 e un disavanzo pari ormai al 5% del prodotto interno lordo.

Anche i Bonos spagnoli registrano un aumento dei rendimenti, pari a nove punti base. A incidere sono le dimissioni di Pedro Sanchez e il clima elettorale, che contribuisce a rafforzare l'incertezza sui mercati.


Debito ed energia aggravano il quadro

Il rialzo dei rendimenti coinvolge i titoli di Stato delle maggiori economie europee, compresi quelli italiani. I bond italiani aumentano di 15 punti base e arrivano al 4,67%, mentre le tensioni internazionali continuano a pesare sulla percezione del rischio.

A complicare il contesto contribuisce anche la crisi energetica. Il Brent sfiora i 102 dollari al barile, in crescita dell'1,3%, mentre il Wti raggiunge i 90 dollari con un progresso dello 0,6%. Ad Amsterdam, il gas scambiato al TTF sale invece a 77,3 euro per megawattora, segnando un aumento del 2%.

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