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Attualità 2 min di lettura20 min fa

Spotify, Family sotto esame: il codice che può costare 12 mesi

Il nuovo controllo richiede la presenza nello stesso luogo e impone una verifica entro sette giorni per evitare il blocco dell’accesso ai piani condivisi.

Il piano Family di Spotify alza il livello dei controlli contro l’utilizzo condiviso tra persone che non vivono nella stessa abitazione. Dopo la richiesta dell’indirizzo completo, la piattaforma introduce un codice QR temporaneo: per superare la verifica non sarà più sufficiente dichiarare la medesima residenza del titolare.

La misura punta a contrastare la pratica di dividere un abbonamento tra utenti estranei allo stesso nucleo familiare, spesso per ridurre il peso dei rincari dei servizi di ascolto digitale. Il nuovo meccanismo rende necessario un controllo effettuato nello stesso luogo e nello stesso momento.

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Una settimana per evitare il blocco

Chi riceve la richiesta di controllo dovrà completare la procedura entro sette giorni dalla notifica. In caso contrario, Spotify potrà impedire all’utente di aderire nuovamente a un piano Family o Duo per 12 mesi.

Il provvedimento non vieta però ogni forma di abbonamento. La persona esclusa potrà scegliere un piano individuale oppure continuare a utilizzare l’opzione gratuita, che prevede interruzioni pubblicitarie e altre limitazioni rispetto all’offerta a pagamento.


Il codice funziona solo da vicino

A generare il QR code deve essere il gestore dell’abbonamento, entrando nella sezione «Gestisci» del proprio profilo Premium. Gli altri partecipanti, fino a un massimo di 5, dovranno inquadrarlo con la fotocamera del telefono per confermare la propria presenza.

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Il codice resta attivo soltanto per pochi secondi e viene rinnovato rapidamente. Per questo non dovrebbe essere possibile inviarlo a chi si trova altrove tramite messaggi, posta elettronica o altri strumenti di comunicazione a distanza: titolare e membri del piano devono trovarsi nello stesso posto.


Alcuni utenti cercano alternative

Nonostante le restrizioni, il sistema non sembra aver chiuso ogni possibile scappatoia. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, alcuni utenti avrebbero provato a superare il controllo sfruttando videochiamate e più dispositivi collegati contemporaneamente.

La nuova procedura rappresenta quindi un ostacolo più complesso rispetto al semplice inserimento dello stesso indirizzo, ma la sua efficacia dipenderà anche dalla capacità della piattaforma di individuare questi tentativi e di applicare le conseguenze previste.

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