Spionaggio in Germania: l’ex capo Bnd finisce in manette
August Hanning è accusato di aver comprato documenti riservati da un ex collega e di averli destinati alla rivendita nell’attività di consulenza
Il Cremlino respinge senza esitazioni le accuse rivolte alla Russia nel clima di tensione che accompagna l’arresto di August Hanning. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito le contestazioni «assolutamente infondate» e prive di argomentazioni concrete.
Secondo Mosca, Berlino starebbe alimentando un avversario costruito ad arte per sostenere l’aumento delle risorse destinate alla militarizzazione della Germania. Peskov ha parlato di una strategia comunicativa basata sulla «creazione artificiale di un nemico effimero».
Berlino alza l’allarme sicurezza
Il caso si inserisce in una fase particolarmente delicata per gli apparati di sicurezza tedeschi. Il presidente del Bnd Martin Jäger ha sostenuto che Mosca starebbe conducendo contro la Germania una sorta di guerra ombra, attraverso intimidazioni, raccolta di informazioni e operazioni mirate a indebolire il Paese.
Nella ricostruzione di Jäger, i servizi segreti rappresentano la prima barriera di protezione nazionale. È in questo contesto che l’arresto di un ex vertice dell’intelligence assume un peso ulteriore, mentre gli investigatori cercano di chiarire la destinazione dei dati riservati.
L’ex vertice accusato di spionaggio
August Hanning, alla guida del Servizio federale di informazione tra il 1998 e il 2005, è stato fermato con contestazioni che comprendono violazione del segreto di Stato, alto tradimento e attività spionistica a favore di una potenza estera.
L’ipotesi investigativa è che l’ex dirigente abbia pagato un precedente componente dello staff direttivo del Bnd per ottenere materiale confidenziale. Quei documenti sarebbero poi stati destinati alla vendita attraverso il lavoro di consulenza svolto da Hanning.
Il blitz e il secondo arresto
Gli agenti dell’Ufficio federale di polizia criminale hanno raggiunto Hanning all’alba nella sua casa di Nordwalde, nei pressi di Münster. Nelle stesse ore, in Baviera, è stato fermato anche Manfred D., indicato come un ex funzionario di alto grado dell’agenzia.
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L’uomo aveva ricoperto l’incarico di capo ufficio alle dipendenze di Hanning e sarebbe rimasto in servizio presso il Bnd fino alla primavera del 2026. Il Procuratore federale ha aperto un procedimento nei confronti di entrambi.
L’indagine nata dal caso Block
I sospetti sull’ex responsabile dell’intelligence sarebbero affiorati durante gli accertamenti legati al procedimento che coinvolge Christina Block, imprenditrice ed ereditiera di Amburgo. La donna e altri imputati sono accusati del rapimento dei suoi due figli, di 13 e 10 anni, sottratti mentre si trovavano con il padre in Danimarca nella notte di Capodanno del 2023.
Block ha più volte negato di aver ordinato il sequestro. Proprio nell’ambito di quella vicenda sarebbe stata individuata una fuga di notizie proveniente dal Bnd, informazioni destinate al cosiddetto quadro informativo dell’intelligence presso la Cancelleria federale.
I contatti internazionali sotto esame
Gli inquirenti devono ora stabilire se Hanning abbia consegnato direttamente dati sensibili a un governo straniero. È già noto, tuttavia, che dopo l’esperienza nei servizi abbia lavorato come consulente internazionale nei comparti della sicurezza e degli affari.
Nel corso di questa attività avrebbe mantenuto rapporti con Russia e Cina, compresi contatti con strutture statali e collegamenti diretti con il Cremlino. Sarà l’indagine a chiarire se tali relazioni abbiano avuto un ruolo nelle accuse contestate.
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