Francia, piazze sotto pressione: 260mila in cortea e scontri a Rennes
Il terzo giorno di mobilitazione studentesca registra tensioni in diverse città, mentre centinaia di scuole sospendono le lezioni
La terza giornata di mobilitazione studentesca in Francia si chiude con numeri imponenti e nuovi momenti di tensione. La Cgt parla di 260mila persone scese in strada nel Paese, mentre il ministero dell’Interno ne ha conteggiate 86mila nelle iniziative della mattina.
Rennes, il corteo finisce nel caos
A Rennes la situazione è peggiorata quando il corteo sembrava ormai vicino alla conclusione e privo di particolari problemi. In Place Charles-de-Gaulle il lancio di gas lacrimogeni ha creato una nube, mentre gli agenti hanno formato uno schieramento davanti a gruppi di giovani vestiti di nero.
Numerosi partecipanti hanno tentato di allontanarsi dalla piazza, ma secondo le informazioni disponibili non sono riusciti a farlo immediatamente. Il clima nella città bretone è così diventato uno dei punti più critici della giornata di proteste.
A Parigi lo scontro è politico
Nella capitale il corteo ha preso il via da Place de la République, con arrivo previsto a Place de la Nation. Alla manifestazione ha partecipato anche Jean-Luc Mélenchon, leader de La France Insoumise, finito nel mirino di diversi esponenti politici per il presunto ruolo nell’alimentare le tensioni dei giorni precedenti.
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Rivolgendosi ai partecipanti, Mélenchon ha detto: «State facendo una cosa incredibile». A margine della manifestazione parigina, il segretario del Partito socialista Olivier Faure ha invece criticato l’atteggiamento delle forze dell’ordine: «Quando il futuro si presenta alle nostre porte non bisogna aspettarlo con un manganello».
Lione e le scuole coinvolte
Anche a Lione non sono mancati episodi problematici. Il corteo della mattina ha raggiunto Place Guichard, dove un incendio acceso al centro della carreggiata ha impedito per un momento il regolare passaggio dei manifestanti.
Sul fronte scolastico, il ministero dell’Istruzione ha comunicato la sospensione delle lezioni in 891 istituti. Il dato si aggiunge a quello sulle presenze fornito dal ministero dell’Interno e alimenta il quadro di una mobilitazione estesa a numerose città francesi.
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