Accumoli, la Cassazione riapre il caso Petrucci: nuovo Appello
La condanna a 8 mesi per il crollo del campanile è stata annullata con rinvio: l’ex sindaco tornerà davanti a una nuova Corte d’Appello.
La condanna inflitta a Stefano Petrucci non è definitiva. La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Roma, rendendo necessario un nuovo processo nei confronti dell’ex sindaco di Accumoli per il crollo del campanile avvenuto durante il terremoto del 24 agosto 2016.
Nel cedimento persero la vita i quattro componenti della famiglia Tuccio: i genitori e i due figli, di 8 anni e di appena 9 mesi. Per l’accusa di omicidio colposo, invece, era già maturata la prescrizione.
La difesa guarda al nuovo giudizio
Gli avvocati Francesco Petrelli e Mario Cicchetti hanno accolto con soddisfazione la decisione dei giudici di legittimità. A loro avviso, il rinvio ristabilisce un esame più rigoroso delle regole processuali dopo che, in secondo grado, era stata ribaltata l’assoluzione pronunciata dal tribunale.
I legali hanno sostenuto che la precedente condanna non rispettasse il principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio. In vista del nuovo Appello, hanno quindi parlato di un elemento tecnico che, secondo la loro ricostruzione, escluderebbe qualsiasi responsabilità penale dell’ex primo cittadino e consentirebbe di affrontare il procedimento con serenità.
L’accusa: revoca senza presupposti
La Procura generale aveva chiesto alla Cassazione di rendere definitiva la pena di 8 mesi già stabilita in secondo grado per disastro e crollo colposo. Nella requisitoria, il procuratore generale Roberto Patscot aveva definito coerente la motivazione della Corte d’Appello e priva di contraddizioni logiche evidenti.
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Secondo l’accusa, Petrucci aveva agito correttamente il 15 aprile 2009, quando aveva disposto lo sgombero dopo aver ricevuto le segnalazioni sui rischi contenute nei verbali dei sopralluoghi del Genio civile. Il provvedimento era stato adottato sia in qualità di ufficiale del Governo sia come autorità comunale di protezione civile.
Il punto contestato riguarda però la successiva revoca dell’ordinanza. Per la Procura, quella decisione sarebbe stata presa senza una base normativa e concreta sufficiente, configurando una condotta gravemente negligente. Sarà ora una nuova Corte d’Appello a riesaminare il caso e a stabilire se la responsabilità dell’ex sindaco possa essere confermata.
Confermata l’assoluzione del direttore
Nel procedimento di secondo grado, oltre alla pena per Petrucci, era stata mantenuta l’assoluzione di Matteo Buzzi, che ricopriva l’incarico di direttore dei lavori del campanile.
Il nuovo giudizio riguarderà dunque la posizione dell’ex sindaco, dopo l’annullamento deciso dalla Cassazione. La precedente sentenza aveva escluso una conclusione definitiva sull’accusa di omicidio colposo per effetto della prescrizione, mentre la nuova valutazione dovrà concentrarsi sui reati di disastro e crollo colposo.
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