Caso Almasri, la Procura sfida la Camera: il nodo Bartolozzi alla Consulta
La Corte costituzionale deve stabilire se l’ex capo di gabinetto di Nordio dovesse essere trattata come concorrente nei reati ministeriali o come imputata autonoma
La Procura di Roma contesta alla radice il ricorso presentato dalla Camera sul caso Almasri e chiede alla Corte costituzionale di dichiararlo inammissibile. Secondo Francesco Lo Voi, il Parlamento non può estendere lo scudo previsto per i reati ministeriali a Giusi Bartolozzi, accusata di false dichiarazioni e priva della qualifica di ministro.
Lo Voi restringe il campo dello scudo
Nella memoria depositata per l’udienza, alla quale l’ufficio della Procura ha scelto di non partecipare direttamente, il procuratore sostiene che il conflitto tra poteri dello Stato può essere attivato soltanto quando l’illecito riguarda il presidente del Consiglio o un ministro. La posizione di Bartolozzi, invece, sarebbe diversa sia per il ruolo ricoperto sia per il fatto contestato.
Lo Voi definisce decisiva la distanza tra l’accusa rivolta all’ex capo di gabinetto e quelle formulate nei confronti dei membri del governo. La disciplina sui reati ministeriali, proprio perché eccezionale, dovrebbe essere applicata in modo rigoroso, senza estenderla al personale dello staff chiamato a rispondere di una condotta distinta.
La Procura ricorda inoltre che l’iscrizione di Bartolozzi per false informazioni è stata disposta dal Tribunale dei ministri con una motivazione ritenuta approfondita. Quello stesso organo avrebbe escluso la presenza di indizi sufficienti per considerarla corresponsabile dei reati attribuiti a Carlo Nordio. Eventuali contestazioni su questa valutazione, aggiunge Lo Voi, dovranno essere sollevate dalla stessa imputata nel procedimento ordinario davanti al Tribunale di Roma.
La Camera punta sul ruolo di Bartolozzi
Di segno opposto la ricostruzione sostenuta da Vittorio Manes, legale della Camera e docente di Diritto penale all’Università di Bologna. Per la difesa di Montecitorio, Bartolozzi avrebbe partecipato in modo determinante alle scelte compiute durante la vicenda e avrebbe dovuto essere iscritta insieme a Nordio e agli altri esponenti dell’esecutivo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Manes ha richiamato le testimonianze dei funzionari del ministero della Giustizia, che avrebbero descritto l’ex capo di gabinetto come una figura equivalente al ministro nella gestione interna. La sua influenza, secondo l’avvocato, sarebbe emersa anche dalla presenza alle riunioni del 2025 dedicate alle richieste della Corte penale internazionale sulla consegna di Almasri.
Tra gli elementi indicati dalla difesa figurano gli inviti rivolti ai collaboratori a non divulgare la richiesta della Corte e a ricorrere a strumenti di comunicazione riservati, come Signal. Per Manes, questi comportamenti, insieme alla partecipazione alle riunioni in cui si decise di non dare seguito alle richieste internazionali, avrebbero imposto di valutare Bartolozzi come possibile concorrente nei reati contestati a Nordio: favoreggiamento e omissione di atti d’ufficio.
Il processo resta in attesa
La tesi della Camera è che la mancata iscrizione abbia compresso le prerogative parlamentari. Se la Corte non riconoscesse il concorso nei reati ministeriali, la difesa chiede almeno un’interpretazione più ampia delle garanzie costituzionali, tale da includere anche gli illeciti collegati funzionalmente a quelli commessi dai ministri, compresi quelli eventualmente compiuti per occultarli.
La questione nasce dal procedimento in cui Bartolozzi è accusata di avere fornito false dichiarazioni ai magistrati sulla liberazione di Almasri, il cittadino libico accusato di torture. L’udienza preliminare è stata sospesa proprio in attesa della pronuncia della Consulta, attesa nei prossimi giorni.
Continua a leggere
Pizzaballa: dopo il 7 ottobre la pace resta lontana
Il patriarca di Gerusalemme descrive una Terra Santa segnata dalla violenza e invita a ricostruire fiducia, relazioni e futuro comune.
Cerno-Vannacci, la polemica esplode: interviene anche La Russa
Il direttore de Il Giornale accusa l’ex generale di ricorrere agli attacchi personali, mentre il presidente del Senato condanna i riferimenti alla sua vita privata.
Scuola, il nodo dei fondi: meno risorse contro la violenza
Il decreto trasferisce 4 milioni al contrasto del cyberbullismo, mentre il ministero parla di una diversa gestione delle risorse e il Pd prepara modifiche.
Subito Motori cambia volto: oltre 500mila auto e filtri mai visti
La piattaforma rinnova la sezione dedicata alle automobili con strumenti più precisi per comprare e vendere, dalla targa al prezzo consigliato