Spesa a rischio: dove mancano freschi e cosa può sbloccare i rifornimenti
La protesta di autotrasportatori e agricoltori rallenta le consegne in diverse regioni: aumentano gli acquisti d’emergenza e cresce il rischio di sprechi nelle aziende agricole.
Frutta, verdura, carne, latticini e pesce iniziano a scarseggiare in numerosi punti vendita del Centro-Sud, mentre i consumatori fanno scorte per timore di ulteriori ritardi. La mobilitazione degli autotrasportatori e degli agricoltori sta rallentando la distribuzione alimentare e produce una situazione paradossale: alcuni produttori rischiano di non riuscire a consegnare la merce, mentre nei supermercati i banchi dei freschi restano vuoti o solo parzialmente riforniti.
Tra il 17 e il 18 ottobre, Consumerismo No Profit ha raccolto immagini e filmati in nove supermercati e mercati distribuiti in sette regioni. Le verifiche hanno evidenziato carenze a Catania, Scalea, Cerignola, Mercogliano, Sora, Cassino e Fabrica di Roma, con difficoltà soprattutto nei reparti di ortofrutta, carne, salumi e latticini. In uno dei casi osservati è risultato quasi privo di prodotti anche il banco del pesce.
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Sicilia, la crisi più evidente
L’isola è l’area dove le conseguenze appaiono più estese. Segnalazioni sono arrivate dalle province di Trapani, Messina, Palermo e Agrigento, mentre nel Ragusano le difficoltà interessano soprattutto latticini, formaggi freschi e carne bovina proveniente da Emilia-Romagna e Lombardia. Ad Agrigento, la paura di nuove interruzioni ha alimentato una vera corsa agli acquisti.
Il fermo proclamato dal Comitato Trasportatori Siciliani dovrebbe terminare alla mezzanotte del 20 ottobre. Il portavoce Salvatore Bella ha chiesto una riduzione del prezzo del carburante compresa tra 30 e 40 centesimi al litro. Nel frattempo, il comitato ha annunciato la ripresa del trasporto di frutta e verdura attraverso lo Stretto di Messina, così da evitare il deterioramento delle merci, ma l’apertura è stata contestata dal Consorzio di trasporti Aias di Catania.
Puglia e Campania sotto pressione
I primi allarmi documentati sono arrivati dalla Capitanata, in particolare da Cerignola e San Severo. Farina, uova, latte e prodotti ortofrutticoli hanno cominciato a diminuire, mentre a Foggia sono state segnalate difficoltà per pollo, latticini e pane. Il presidio di Poggio Imperiale, vicino al casello dell’A14, non è stato rimosso: i manifestanti hanno chiesto risposte concrete prima di interrompere la protesta.
In Campania, il blocco delle operazioni di carico e scarico nell’area industriale di Carinaro, nel Casertano, ha rallentato l’arrivo delle derrate ai magazzini della grande distribuzione. Le prime ripercussioni si sono viste nei supermercati del Casertano e del Salernitano, soprattutto nei reparti di frutta e verdura; carenze analoghe sono state segnalate in alcuni quartieri di Napoli. In Puglia le consegne risultano fortemente rallentate anche nel Foggiano, mentre scaffali meno riforniti sono stati osservati a Campobasso, in Molise.
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Il rischio per aziende e consumatori
Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit, ha avvertito che il problema non è più confinato al Mezzogiorno: le prime conseguenze sono già visibili nel Lazio e al Nord iniziano a emergere effetti sui prezzi. Nel Lazio sono state indicate difficoltà a Sora, Cassino e Fabrica di Roma, mentre in alcuni supermercati campani sono arrivati camion con parte dei prodotti mancanti. Il quadro, tuttavia, resta incerto.
Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, ha riferito che in alcuni punti vendita gli scaffali erano riforniti solo per circa il 50% e che frutta e verdura non erano arrivate nelle consegne del mattino. L’associazione ha espresso il timore che, senza una ripresa dei trasporti, nel giro di pochi giorni possano mancare altri alimenti freschi.
Confcommercio e Conftrasporto hanno segnalato il rischio di danni economici per le imprese e di nuovi disagi per chi fa la spesa. Confagricoltura Campania, pur riconoscendo le ragioni della protesta, ha sottolineato che migliaia di prodotti potrebbero restare nelle aziende agricole fino a deteriorarsi, dopo una stagione già complicata dal maltempo. Giovanni Bellissima, presidente dell’Adoc, ha definito la situazione “insostenibile”, richiamando il pericolo di un ulteriore svuotamento dei carrelli proprio per la mancata disponibilità di frutta, verdura e carne.
Il confronto atteso a Milano
Un possibile punto di svolta potrebbe arrivare dall’incontro organizzato a Milano dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, al quale dovrebbero partecipare anche rappresentanti delle categorie economiche. La convocazione potrebbe favorire una ripresa dei rifornimenti, ma al momento non ci sono certezze sulla conclusione dei blocchi.
In Puglia, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ricordato che manifestare è un diritto, mentre impedire il passaggio delle merci sulle strade costituisce un reato. I presidi, però, proseguono in alcune aree e la distribuzione resta discontinua: l’esito del confronto sarà decisivo per capire quando i supermercati potranno tornare a una situazione regolare.
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