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Attualità 1 min di lettura6 ore fa

Spagna, la festa nazionale diventa terreno di scontro per la destra radicale

Durante le celebrazioni del 12 ottobre, Sánchez è stato insultato a Madrid mentre Abascal ha affiancato Bardella a Ceuta, tra tensioni e mobilitazione estremista.

La celebrazione del 12 ottobre, tradizionalmente accompagnata da una parata militare, si è trasformata in una nuova occasione di confronto politico in Spagna. Nel pieno della fase elettorale, la destra radicale ha cercato di imporsi sulla festa nazionale con contestazioni e iniziative pubbliche.


Sánchez contestato a Madrid

A Madrid, il primo ministro socialista Pedro Sánchez è stato bersagliato da insulti durante gli eventi legati alla ricorrenza. Dalla folla sono partite urla offensive, tra cui «Figlio di puttana».

L’episodio si è inserito in un clima già segnato dalla contrapposizione politica. La Giornata dell’ispanità, celebrata ogni anno il 12 ottobre, è stata così utilizzata dai nazionalisti come spazio di propaganda e contestazione.

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Ceuta diventa un altro fronte

A Ceuta, Santiago Abascal ha partecipato a un’iniziativa insieme a Bardella, rafforzando la presenza della destra radicale nelle celebrazioni. La città è diventata uno degli altri luoghi in cui il messaggio nazionalista ha trovato visibilità durante la ricorrenza.

Nello stesso contesto, gruppi estremisti hanno cercato di colpire i manifestanti accampati a Puerta del Sol. La tensione ha quindi accompagnato sia la scena istituzionale di Madrid sia le mobilitazioni politiche organizzate in occasione della festa nazionale.

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