Solo 40 euro alle Rsa: il rinnovo che riaccende lo scontro sui contratti
Anaste ha siglato l’intesa 2026-2028 con sigle autonome, lasciando fuori Cgil, Cisl e Uil: gli aumenti partiranno da 40 euro mensili.
Per un dipendente di una Rsa inquadrato al quarto livello, il nuovo accordo porterà inizialmente appena 40 euro lordi in più al mese. La cifra dovrebbe salire a 90 euro soltanto da gennaio 2028, mentre il rinnovo firmato da Anaste con sindacati autonomi riapre il confronto sulla rappresentatività e sulla tutela dei salari.
L’intesa è stata sottoscritta il 9 ottobre per il periodo 2026-2028 da Ciu Unionquadri, Confsal, Cse e Confelp. Al tavolo non hanno partecipato Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fp, che contestano da anni il metodo seguito dall’associazione delle residenze sanitarie assistenziali.
Douglas
-25% su app da Douglas con Beauty Card
Aumenti contenuti e sindacati esclusi
La base di partenza riguarda lavoratori che oggi ricevono 1.562 euro lordi mensili al quarto livello. L’incremento economico previsto dal contratto appare quindi distribuito nel tempo: una prima tranche da 40 euro e un adeguamento complessivo a 90 euro dal gennaio 2028.
Le tre confederazioni sostengono che Anaste abbia scelto interlocutori meno rappresentativi del comparto, interrompendo dal 2017 la firma degli accordi con le categorie del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil. In una nota congiunta hanno definito grave e inaccettabile la sottoscrizione dell’intesa, arrivata mentre era ancora aperto il confronto con le loro federazioni.
Secondo i sindacati confederali, la decisione produce una concorrenza al ribasso sulle condizioni di lavoro. La loro contestazione riguarda anche il fatto che l’accordo sia stato raggiunto pochi mesi dopo l’approvazione del provvedimento del Primo Maggio, pensato per favorire l’applicazione dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
La difesa di Anaste sulla rappresentatività
Sebastiano Capurso, presidente di Anaste, respinge l’accusa e considera legittima la presenza delle sigle autonome al tavolo negoziale. La sua posizione è che la rappresentatività non possa essere misurata attraverso un unico requisito formale, ma debba tenere conto di iscritti, presenza territoriale, partecipazione alle trattative e attività effettivamente svolta nel settore.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
«La valutazione della rappresentatività non si esaurisce in un solo dato formale», ha spiegato Capurso, richiamando anche orientamenti giurisprudenziali che, a suo dire, riconoscerebbero il peso nazionale delle parti firmatarie e il ruolo del contratto applicato.
Il presidente sostiene inoltre che il nuovo accordo renda il contratto Anaste il più vantaggioso del comparto sul piano economico e l’unico, al momento, rinnovato per il triennio 2026-2028. Non viene però chiarito quali strumenti siano stati inseriti per proteggere le retribuzioni dall’inflazione nel caso di futuri ritardi.
Il nodo dell’automatismo legato all’inflazione
Il decreto approvato a ridosso del Primo Maggio ha escluso sanità privata e strutture socio-sanitarie dall’obbligo di aumentare automaticamente le paghe quando il rinnovo del contratto tarda almeno nove mesi. Per gli altri settori, la norma prevede un adeguamento pari al 50% dell’inflazione accumulata.
Cliniche private e Rsa non sono dunque soggette a quel meccanismo rigido. La stessa disciplina, tuttavia, indica la necessità di introdurre nei contratti sistemi capaci di salvaguardare almeno in parte il potere d’acquisto durante i periodi di mancato rinnovo.
Nel caso dell’accordo appena firmato, la risposta fornita da Anaste si concentra sull’aumento dei minimi contrattuali conglobati, ma non specifica se e come sia stato previsto un automatismo collegato all’inflazione. La norma è stata criticata anche per i possibili benefici destinati al comparto della sanità privata, nel quale opera l’imprenditore e parlamentare leghista Antonio Angelucci.
Continua a leggere
Cinisello, il neonato resiste: l’indizio dell’uomo e il nome scelto da Bertolaso
Il bambino trovato in un sacchetto resta ricoverato al Niguarda in condizioni stabili, mentre gli investigatori cercano la madre e verificano il ruolo di un possibile testimone.
Davide Iacopini, seconda operazione riuscita: resta il nodo del risveglio
L’attore è ancora in terapia intensiva al San Camillo dopo l’aggressione del 5 ottobre a Monteverde: i medici stanno riducendo la sedazione, ma la prognosi rimane riservata.
Menopausa, il dato che sorprende: informate sì, consapevoli solo a metà
Una ricerca su mille italiane tra 50 e 70 anni mostra il divario tra sintomi, dialogo con i medici e conoscenza dei rischi futuri.
Mina e i Castellitto per Intesa: la finanza raccontata attraverso le persone
La nuova campagna istituzionale della banca mette in scena famiglie, studenti, imprese e comunità, con una narrazione affidata alla musica e a volti noti della cultura italiana.