Cinisello, il neonato resiste: l’indizio dell’uomo e il nome scelto da Bertolaso
Il bambino trovato in un sacchetto resta ricoverato al Niguarda in condizioni stabili, mentre gli investigatori cercano la madre e verificano il ruolo di un possibile testimone.
Un uomo si sarebbe fermato accanto a una donna poco dopo il ritrovamento del neonato a Cinisello Balsamo e le avrebbe domandato se il bambino fosse ancora vivo. È uno degli elementi raccolti dagli investigatori, che stanno cercando di ricostruire le ore successive alla nascita e di individuare la madre. Nel frattempo il piccolo, trasferito al Niguarda di Milano, ha mostrato segnali di miglioramento.
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L’uomo intravisto dopo il ritrovamento
La testimone ha raccontato di aver visto l’ambulanza, alcuni stracci e il sacchetto con la placenta mentre i soccorritori si occupavano del bambino. Poco dopo, mentre lasciava la zona, sarebbe stata raggiunta da uno sconosciuto: «Mi ha chiesto se il bambino fosse vivo o morto. Gli ho risposto che era vivo e lui se n’è andato».
Secondo la donna, l’uomo parlava un italiano poco fluente e poteva avere origini peruviane. Al momento non è stato stabilito se conoscesse il neonato, se fosse coinvolto nell’abbandono o se si trovasse casualmente nei pressi del luogo del ritrovamento.
Il piccolo migliora al Niguarda
L’allarme era scattato intorno alle 16.15 di lunedì 12 ottobre, in via Monte Ortigara, all’incrocio con via Pasubio. Una passante, uscita per portare a spasso il cane, aveva sentito dei vagiti provenire da un sacchetto lasciato sul bordo della strada; all’interno c’era il neonato, avvolto in un telo.
Il bambino pesava circa quattro chili e, secondo le prime valutazioni, era venuto alla luce da non più di due ore. Il cordone ombelicale risultava strappato e la placenta era rimasta nello stesso involucro. Dopo il trasporto in codice rosso, i medici avevano rilevato una lieve ipotermia e avevano fornito un sostegno alla respirazione.
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Bertolaso propone il nome Leone
Martedì 13 ottobre Guido Bertolaso ha visitato il neonato nella Terapia intensiva neonatale dell’ospedale milanese. L’assessore lombardo al Welfare ha riferito che il quadro clinico, inizialmente incerto, è diventato più rassicurante: il piccolo respira da solo, anche se i sanitari attendono che inizi ad alimentarsi regolarmente con il latte.
Con il personale del reparto è stata avanzata l’ipotesi di chiamarlo Leone, in omaggio a Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli per un intervento al polmone. «Vorremmo chiamarlo Leone come il Papa», ha detto Bertolaso, collegando il nome sia all’augurio per la ripresa del Pontefice sia alla forza dimostrata dal bambino nelle prime ore di vita.
Le verifiche per trovare la madre
La polizia sta esaminando le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini già analizzate non avrebbero però mostrato il momento in cui il neonato è stato lasciato, mentre gli accertamenti proseguono anche nei comuni vicini a Cinisello Balsamo.
Gli investigatori stanno inoltre controllando gli accessi ai pronto soccorso della Lombardia. L’obiettivo è individuare eventuali donne arrivate in ospedale con segnali compatibili con un parto avvenuto da poco e ricostruire così l’identità della madre.
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