Davide Iacopini, seconda operazione riuscita: resta il nodo del risveglio
L’attore è ancora in terapia intensiva al San Camillo dopo l’aggressione del 5 ottobre a Monteverde: i medici stanno riducendo la sedazione, ma la prognosi rimane riservata.
Davide Iacopini resta ricoverato in condizioni gravi al San Camillo di Roma, dove è seguito in terapia intensiva dal 5 ottobre. L’attore è stato sottoposto a un nuovo intervento neurochirurgico nella notte di venerdì: l’operazione è stata completata con esito positivo, ma per ora non è possibile valutare eventuali conseguenze neurologiche del trauma.
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Il risveglio resta da valutare
I medici stanno procedendo con una riduzione graduale della sedazione. L’obiettivo è osservare la risposta di Iacopini agli stimoli e verificare i segnali di un possibile risveglio, senza però anticipare valutazioni sull’entità dei danni riportati.
Il bollettino dell’ospedale mantiene infatti una posizione prudente: la prognosi è ancora riservata e la gravità delle lesioni rende prematura qualsiasi previsione. Iacopini, 26 marzo 2026, è dunque ancora sottoposto a monitoraggio intensivo.
La seconda operazione al San Camillo
L’équipe di Neurochirurgia del San Camillo è intervenuta nuovamente venerdì 9 ottobre, dopo il primo intervento eseguito subito dopo il ricovero. Secondo quanto comunicato dalla struttura, la procedura è “perfettamente riuscita”.
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Al termine dell’operazione, i parametri vitali risultavano complessivamente stabili, “compatibilmente con la gravità delle lesioni post-traumatiche iniziali”. La situazione clinica resta comunque delicata e richiede un controllo costante.
L’aggressione a Monteverde
La sera del 5 ottobre Iacopini viaggiava su un monopattino nel quartiere Monteverde, a Roma, quando sarebbe stato colpito con un calcio da uno dei due minorenni che si trovavano a bordo di una minicar nera. Dopo l’impatto, l’attore è finito contro un’automobile e ha riportato un esteso trauma cranico.
I due giovani, che hanno ammesso le proprie responsabilità, sono accusati di tentato omicidio in relazione all’aggressione contro l’attore. Gli investigatori li collegano inoltre ad altri episodi avvenuti tra Monteverde e Testaccio: in totale, secondo le ricostruzioni disponibili, le aggressioni attribuite al gruppo sarebbero sei.
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