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Attualità 1 min di lettura6 giorni fa

Slow Food, lettera a Mattarella: la richiesta contro la guerra

L’associazione guidata da Carlo Petrini ha fatto arrivare al Quirinale un appello che chiede più impegno ai governi per fermare i conflitti.

Slow Food ha scelto il Quirinale per rilanciare un messaggio politico preciso: spingere gli esecutivi a intervenire con più decisione per spegnere le guerre. L’associazione ha infatti consegnato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un richiamo diretto alla responsabilità dei governi.

Nel testo compare la frase: «I governi facciano di più per fermare i conflitti». È questa la linea attorno a cui ruota l’iniziativa, che mette insieme il mondo riunito da Carlo Petrini e il tema della pace come priorità pubblica.


Un appello che punta ai governi

La lettera non si limita a una presa di posizione simbolica. Il suo obiettivo è chiamare in causa chi guida i Paesi, chiedendo scelte più incisive per interrompere le tensioni armate.

L’azione di Slow Food si inserisce in una rete internazionale che, nel tempo, ha coinvolto anche interlocutori istituzionali e rappresentanti di diversi contesti, dalla figura di Re Carlo alla delegata dell’Ucraina. In questo quadro, il messaggio consegnato a Mattarella acquista il valore di un richiamo pubblico più ampio.

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Il ruolo di Petrini nel messaggio di pace

Carlo Petrini resta il riferimento del movimento che ha promosso l’iniziativa. La sua rete ha trasformato una consegna formale in un gesto dal significato politico, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul costo umano dei conflitti.

Il passaggio al presidente della Repubblica serve anche a dare visibilità istituzionale a una richiesta che non riguarda solo Slow Food, ma chiunque ritenga necessario un impegno più forte per fermare le guerre. In questo senso, la lettera diventa un invito a non lasciare il tema ai margini del dibattito pubblico.

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