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Attualità 2 min di lettura15 ore fa

Gasolio, Trump sotto pressione: il blocco delle vendite resta possibile

La Casa Bianca esamina restrizioni alle forniture estere mentre petrolieri, agricoltori e alleati europei cercano di influenzare la decisione

Le compagnie petrolifere stanno intensificando il pressing sulla Casa Bianca per scongiurare una stretta sulle vendite oltreconfine, considerate una fonte di ricavi rilevante. Anche alcuni esponenti dell’amministrazione, tra cui il segretario all’Energia Chris Wright, il segretario agli Interni Doug Burgum e il segretario al Tesoro Scott Bessent, avrebbero manifestato contrarietà all’ipotesi.

Washington ha inoltre invitato i partner europei ad attingere alle proprie scorte di gasolio e ha valutato un appello alla Cina affinché aumenti l’attività delle raffinerie. Il possibile intervento americano sta quindi producendo effetti anche sul piano internazionale, mentre il rincaro del carburante pesa soprattutto su agricoltura e industria.


La Casa Bianca tiene aperte le opzioni

Donald Trump ha riunito i suoi consiglieri per esaminare gli strumenti utili a ridurre il costo del carburante sul mercato interno. Tra le possibilità considerate figura anche una riduzione delle esportazioni di gasolio, ma il provvedimento non è stato ancora approvato.

Un funzionario della Casa Bianca ha spiegato che il presidente sta «valutando tutte le opzioni sul tavolo» e che non esiste, al momento, una decisione definitiva sulla sospensione delle vendite all’estero. L’esecutivo teme che l’aumento dei prezzi possa danneggiare la campagna repubblicana in vista delle elezioni di medio termine.


Il partito teme il conto elettorale

La pressione più forte arriva dai repubblicani degli Stati agricoli. Il senatore dell’Iowa Chuck Grassley e altri esponenti del partito chiedono una risposta rapida, preoccupati per le conseguenze del caro-gasolio sugli elettori delle aree rurali.

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Tim Burchett, deputato repubblicano del Tennessee e sostenitore di una proposta per fermare le esportazioni, ha avvertito che la maggioranza del partito potrebbe essere a rischio. Una personalità di spicco dell’industria ha riferito che, la scorsa settimana, il divieto sembrava «praticamente vicino a concretizzarsi», dopo le pressioni esercitate da Grassley e dai colleghi degli Stati agricoli.


Gli alleati europei chiedono garanzie

Nel frattempo, l’amministrazione americana ha informato alcuni partner stranieri della possibilità di interruzioni nelle forniture. Lunedì Chris Wright ha discusso la situazione con funzionari britannici, mentre Scott Bessent ha avuto un colloquio con Robert Jenrick, esponente di Reform Uk.

Jenrick aveva sollecitato Washington a rinunciare al blocco oppure a escludere il Regno Unito da eventuali restrizioni. I contatti con l’Europa si aggiungono ai confronti interni tra Casa Bianca, settore petrolifero e parlamentari repubblicani, senza che sia stata ancora annunciata una scelta conclusiva.

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