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Attualità 1 min di lettura12 ore fa

Sigarette, conto più salato dal 2027: quanto spenderà chi fuma ogni giorno

L’aumento medio sarà di 25 centesimi a pacchetto, con effetti anche su tabacco trinciato, prodotti riscaldati e liquidi per sigarette elettroniche.

Per chi fuma un pacchetto al giorno, dal 2027 la spesa potrebbe aumentare di oltre 91 euro nell’arco di dodici mesi. L’incremento medio previsto è di 25 centesimi per confezione e rientra nel programma di revisione della tassazione sui prodotti del tabacco e sulla nicotina.


Oltre 90 euro in più all’anno

L’impatto dipenderà dalle abitudini di consumo, ma la stima sul pacchetto quotidiano è già significativa. Rispetto alla spesa sostenuta nel 2026, il rincaro si tradurrebbe in circa 1,75 euro aggiuntivi ogni settimana, 7,50 euro al mese e più di 91 euro nell’intero anno.

L’aumento non sarà applicato necessariamente in un’unica soluzione il 1° gennaio. I nuovi prezzi saranno pubblicati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli sulla base delle richieste presentate da produttori e importatori, che dovranno aggiornare i rispettivi listini.


Il rialzo coinvolge più prodotti

La misura non si limita alle sigarette tradizionali. Sono interessati anche il tabacco trinciato, il tabacco riscaldato e i liquidi destinati alle sigarette elettroniche, compresi quelli privi di nicotina.

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Per i dispositivi a tabacco riscaldato, come Iqos, Glo e Ploom, non è ancora possibile quantificare con precisione l’effetto sui prezzi finali. Nel caso del tabacco trinciato, invece, l’incremento medio per una confezione da 30 grammi potrebbe arrivare a circa 60 centesimi.


Un percorso di aumenti progressivi

Il rincaro del 2027 si inserisce in una sequenza pluriennale prevista dalla legge di bilancio dello scorso anno. La scansione indicata comprende un aumento di 15 centesimi nel 2016, uno di 25 centesimi nel 2027 e un ulteriore incremento fino a 40 centesimi nel 2028.

Gli importi rappresentano valori medi e non implicano che ogni marca subirà lo stesso aumento. L’entità effettiva dipenderà infatti dai listini richiesti dagli operatori e dalle successive pubblicazioni dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

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