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Sfratti, il dato che pesa: 40mila provvedimenti e debiti ancora aperti

L’analisi di SoloAffitti fotografa l’emergenza abitativa: aumentano le richieste di esecuzione, mentre molti canoni restano insoluti anche dopo il rilascio dell’alloggio.

«Lo sfratto è il punto di arrivo di una situazione che va affrontata molto prima». Silvia Spronelli, amministratrice delegata di SoloAffitti, richiama così la necessità di intervenire quando iniziano le prime difficoltà nel pagamento del canone, prima che il debito renda impraticabile ogni accordo.

Secondo Spronelli, lasciare l’abitazione non equivale automaticamente a chiudere i conti con il proprietario. Servono quindi aiuti rapidi per le famiglie in difficoltà e strumenti capaci di proteggere la regolarità dei versamenti, mantenendo allo stesso tempo la fiducia di chi mette un immobile in locazione.


Il rischio spinge verso gli affitti brevi

L’incertezza legata ai mancati pagamenti orienta alcuni proprietari verso la locazione turistica, considerata una formula in grado di ridurre l’esposizione alle procedure di sfratto. Questa scelta, nella lettura di SoloAffitti, nasce anche dalla difficoltà di prevedere tempi e costi per rientrare in possesso dell’immobile.

L’indagine sulle locazioni mostra infatti che il 74% dei proprietari ha avuto, almeno in una precedente esperienza, somme da recuperare per canoni non versati. Sul fronte degli inquilini, il 37% indica invece un affitto superiore alle proprie possibilità economiche tra i principali ostacoli incontrati nella ricerca di una casa.


Oltre 40mila provvedimenti in un anno

Nel 2024 i tribunali hanno emesso più di 40 mila provvedimenti di sfratto. Quasi tre casi su quattro risultano collegati a morosità o ad altre motivazioni, anche se le statistiche disponibili non permettono di distinguere con precisione le diverse cause della difficoltà.

Nello stesso anno sono arrivate agli ufficiali giudiziari 81.054 richieste di esecuzione, comprese quelle riferite a decisioni maturate in periodi precedenti. Gli interventi portati concretamente a termine sono stati invece 21.337, secondo la ricostruzione dell’Ufficio Studi SoloAffitti sui dati nazionali.


Domande in aumento, esecuzioni stabili

Il confronto con il 2023 restituisce un quadro articolato. I provvedimenti totali sono saliti di circa il 2%, mentre quelli motivati da morosità o da altre ragioni sono scesi di circa il 2,2%. Le richieste di esecuzione hanno registrato un incremento vicino al 10%, ma gli sfratti eseguiti sono rimasti pressoché invariati.

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La morosità continua dunque a rappresentare la componente più frequente, pur senza una crescita nell’ultimo raffronto annuale. Il numero degli sfratti conclusi, inoltre, non restituisce da solo l’intera dimensione del problema: diversi rapporti terminano con un’intesa o con l’uscita spontanea dell’inquilino, lasciando però somme ancora da pagare.


Come si chiudono le morosità

Tra le situazioni esaminate da SoloAffitti, il 43% si è concluso con l’avvio di un procedimento giudiziario. Nel 33% dei casi proprietario e inquilino hanno raggiunto un’intesa per liberare l’immobile, mentre il 17% ha riguardato la riconsegna volontaria dell’alloggio nonostante canoni arretrati; nel restante 7% sono state utilizzate garanzie o polizze.

La restituzione delle chiavi, quindi, può segnare soltanto la fine dell’occupazione della casa e non quella del debito. Le conseguenze finanziarie della locazione cessata possono continuare anche dopo il rilascio, attraverso somme da recuperare e accordi ancora da perfezionare.


Procedure lunghe e selezione iniziale

Il percorso può cominciare con un tentativo di conciliazione fuori dal tribunale, proseguire con la richiesta di convalida dello sfratto e arrivare, se necessario, alla fase esecutiva. Per la composizione stragiudiziale vengono stimati da due a quattro mesi; il procedimento giudiziario presenta invece una durata mediana di 6,5 mesi, con tempi compresi fra tre mesi e un caso eccezionale di quattordici.

Anche dopo la decisione del giudice possono essere necessari ulteriori accessi dell’ufficiale giudiziario per ottenere la riconsegna dell’immobile. I ritardi nei versamenti, gli alloggi restituiti senza saldo degli arretrati e l’attesa legata all’esecuzione restano così tra le principali preoccupazioni dei locatori.

Il 78% dei proprietari dichiara di valutare soprattutto la capacità reddituale dell’aspirante inquilino. Una verifica accurata all’inizio del rapporto, tuttavia, non può escludere che la situazione economica cambi nel tempo e renda difficili i pagamenti.

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