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Attualità 2 min di lettura38 min fa

Caldo estremo, la folla diventa un rischio: cosa cambia agli eventi

Quasi 500mila interventi sanitari registrati tra il 1980 e il 2025 mostrano l’impatto delle temperature elevate su concerti, gare e raduni

La sicurezza durante i grandi raduni non può essere affidata soltanto alle precauzioni dei singoli. «La protezione non può dipendere esclusivamente dal comportamento individuale. Rafforzando la valutazione dei rischi, la preparazione e la risposta, possiamo ridurre i danni immediati e favorire un’organizzazione degli eventi più sicura e resiliente in un mondo che si surriscalda», ha affermato Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del programma dell’Oms per le Emergenze sanitarie.


La gestione sul posto fa la differenza

La pianificazione deve comprendere l’analisi preventiva delle condizioni meteorologiche, l’organizzazione dei soccorsi e una risposta adeguata alle emergenze. Un presidio sanitario efficiente consente infatti di assistere direttamente nella sede dell’evento più del 90% delle persone che chiedono aiuto, limitando il ricorso alle ambulanze e il trasferimento negli ospedali.

Concerti, competizioni sportive e celebrazioni religiose riuniscono spesso decine di migliaia di partecipanti. L’esposizione prolungata al sole, l’affollamento, la difficoltà nel reperire acqua e la scarsa conoscenza del clima locale possono aumentare la probabilità di malori, soprattutto tra le persone più vulnerabili.


Il caldo pesa sempre di più

«Il caldo estremo - ha avvertito Ihekweazu - rappresenta una minaccia crescente per la salute, la sicurezza e la continuità operativa durante i grandi raduni». Secondo il dirigente dell’Oms, le alte temperature non vanno considerate soltanto come un problema ambientale: incidono anche sulla gestione concreta e sulla governance degli appuntamenti pubblici.

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L’Organizzazione mondiale della sanità ha esaminato ricerche pubblicate dal 1980 al 2025, nelle quali compaiono quasi 500mila interventi sanitari collegati a grandi eventi. Più di 22mila episodi risultano riconducibili alle temperature estreme.


Un’emergenza legata al clima

Il quadro si inserisce in una tendenza globale già evidenziata dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Dagli anni Cinquanta, le ondate di calore e gli altri episodi di caldo eccezionale sono diventati più frequenti e intensi in gran parte del mondo, soprattutto per effetto del cambiamento climatico.

L’Oms calcola inoltre che, dagli anni Novanta, i decessi associati al caldo siano cresciuti del 63%. Nel periodo compreso tra il 2012 e il 2021, la media globale è stata di 546mila morti ogni anno. Per ridurre i rischi nei grandi assembramenti, l’agenzia ha quindi diffuso nuove indicazioni rivolte ai Paesi, chiedendo di ripensare i sistemi di prevenzione e sicurezza.

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