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Attualità 3 min di lettura50 min fa

Imola a dicembre divide la F1: Bottas teme freddo e tasse, Verstappen replica

L’ipotesi di riportare il campionato in Romagna dipende dalla situazione in Medio Oriente, ma il possibile appuntamento invernale divide già i piloti.

Il possibile ritorno della Formula 1 a Imola non convince Valtteri Bottas, che contesta sia le condizioni climatiche previste a dicembre sia gli obblighi fiscali legati alle gare disputate in Italia. Max Verstappen ha però ridimensionato entrambe le obiezioni, mentre il calendario resta legato all’evoluzione della situazione geopolitica in Medio Oriente.


Il confronto sulle tasse italiane

Parlando dell’eventualità di chiudere la stagione sul circuito Enzo e Dino Ferrari, Bottas ha espresso più di una perplessità. Il pilota della Cadillac ha ricordato il freddo, la nebbia mattutina, il tramonto anticipato e le temperature contenute che potrebbero caratterizzare un Gran Premio invernale in Romagna.

A pesare, secondo Bottas, sarebbe anche il capitolo fiscale. «Non c’è alcun entusiasmo per l’idea di correre a Imola a dicembre: il clima non è ideale e poi c’è la questione delle tasse italiane», ha spiegato il finlandese, sostenendo che quanto accaduto negli ultimi mesi potrebbe influenzare le preferenze dei piloti.

Verstappen ha risposto con il consueto tono diretto, senza considerare il fisco un ostacolo insormontabile. «Non esiste un problema fiscale: è sufficiente pagare le tasse», ha detto il campione olandese, aggiungendo che Imola non sarebbe il luogo peggiore dove trascorrere l’inverno e che, con un’adeguata programmazione, non ci sarebbero rischi legati alla guida in condizioni di buio.


Perché il fisco è tornato al centro

Il dibattito nasce dal recupero tributario condotto dalla Guardia di Finanza lo scorso aprile. L’attività aveva portato alla luce quasi 100 milioni di euro di imposte sui redditi non versate da piloti stranieri per appuntamenti disputati in Italia negli ultimi sette anni, con Imola, Monza e Mugello tra i circuiti interessati.

In base alle regole italiane, i piloti che non corrono per squadre del nostro Paese, fatta eccezione tra le altre per Ferrari e Racing Bulls, vengono trattati come lavoratori autonomi. Spetta quindi alle scuderie trattenere una parte dei compensi e trasferirla all’erario per loro conto. Gli arretrati sono già stati richiesti in primavera, ma una nuova gara sul territorio nazionale genererebbe ulteriori adempimenti.

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Il calendario resta appeso al Medio Oriente

Bottas ha ricordato che, allo stato attuale, gli ultimi due appuntamenti dovrebbero svolgersi in Qatar e ad Abu Dhabi. A suo giudizio, la Formula 1 potrebbe non voler correre rischi per tutte le persone coinvolte e i piloti potrebbero preferire una destinazione dal clima più mite, oltre che priva dello stesso tipo di imposizione fiscale.

Il quadro è però ancora provvisorio. Il ritorno a Sepang permetterà di recuperare il Gran Premio del Bahrain, cancellato ad aprile, mentre la tappa in Arabia Saudita è stata eliminata in modo definitivo. Qatar e Abu Dhabi rimangono dunque sotto osservazione, in attesa di capire se la situazione regionale sarà sufficientemente stabile.


Imola pronta come piano alternativo

Qualora fosse necessario modificare il finale di stagione, la soluzione già considerata sarebbe il trasferimento in Emilia-Romagna. L’obiettivo della Formula 1 sarebbe arrivare ad almeno 22 gare, numero ritenuto indispensabile per rispettare gli accordi sottoscritti con sponsor e televisioni.

L’autodromo di Imola si starebbe organizzando in parallelo con Abu Dhabi, senza però avere ancora la certezza di ospitare l’evento. Negli Emirati proseguono infatti la promozione e la vendita dei biglietti, mentre il circuito italiano resta in attesa di un’eventuale chiamata nel caso in cui il programma mediorientale debba essere rivisto.

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