Usa, il voto è già iniziato: il primo vantaggio sorride ai democratici
A un mese dalle elezioni di metà mandato, le richieste di schede in diversi Stati mostrano una maggiore mobilitazione democratica, ma il dato resta parziale
A circa un mese dalle elezioni di metà mandato, più di 700.000 cittadini statunitensi hanno già votato in almeno 30 Stati. I numeri disponibili sulle procedure anticipate segnalano una partecipazione iniziale più intensa tra gli elettori democratici, anche se gli analisti invitano a non considerare il dato come una previsione definitiva dell’esito.
I democratici partono davanti
Il confronto con la tornata precedente mostra una crescita della quota democratica nelle richieste di schede. In Iowa, per esempio, il 67% delle domande risulta riconducibile a elettori democratici, contro il 54% rilevato nello stesso periodo del 2024.
La tendenza si osserva anche altrove. In Pennsylvania la percentuale è salita al 66%, dal precedente 62%, mentre nel Maine ha raggiunto il 57%, rispetto al 53% del confronto precedente. In North Carolina, invece, i dati della commissione elettorale attribuiscono ai Democratici il 42% delle richieste, in aumento dal 36% registrato due anni fa nella medesima fase.
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Un vantaggio ancora da interpretare
Le cifre non fotografano l’intero elettorato e riguardano soltanto chi ha scelto di votare in anticipo o ha già richiesto la relativa scheda. Per questo, secondo gli esperti, la maggiore presenza democratica potrebbe non tradursi automaticamente in un risultato favorevole nel conteggio finale.
Un’altra possibile spiegazione riguarda le abitudini degli elettori repubblicani, che potrebbero preferire recarsi ai seggi in una fase successiva oppure utilizzare modalità diverse. Inoltre, chi vota prima tende generalmente a essere più anziano e meno incline a sostenere il partito di Donald Trump: anche questo elemento limita la portata dei dati finora raccolti.
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