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Attualità 2 min di lettura42 min fa

De Bruyne, 9mila km e una palestra in deposito: il traslocatore racconta

Alberto segue i trasferimenti dei calciatori tra case, automobili, arredi preziosi e richieste insolite, spesso con pochissimo tempo a disposizione.

Anfore antiche da sistemare in giardino seguendo le indicazioni di un architetto collegato dal Belgio, una palestra custodita da mesi e una vasca idromassaggio grande quasi quanto una piscina: sono alcuni degli incarichi affrontati da Alberto, traslocatore genovese specializzato nei cambi di casa dei calciatori.

Il suo lavoro si intensifica durante le sessioni di mercato, quando un trasferimento può obbligare un atleta a spostare in fretta abitazione, automobili e oggetti personali. In una sola settimana ha percorso 9mila chilometri, occupandosi di viaggi, carico, scarico e consegne in città diverse.


De Bruyne e gli oggetti fuori misura

Tra i clienti c’è stato anche Kevin De Bruyne. Alberto conserva ancora in deposito alcuni macchinari della palestra del giocatore, tra cui due tapis roulant di grandi dimensioni e altre attrezzature che l’ex centrocampista del Manchester City aveva scelto di non portare con sé dopo un trasloco all’interno di Napoli.

In un’altra occasione, invece, il problema riguardava tre anfore antiche destinate al giardino. «Per sistemarle abbiamo dovuto fare una videochiamata con il suo architetto in Belgio, che ci indicava di quanti centimetri spostarle», ha raccontato Alberto. Anni prima aveva dovuto smontare in ogni sua parte anche una vasca idromassaggio da dieci posti appartenuta a un giocatore della Sampdoria, trasportandola su un camion scoperto verso la nuova abitazione.


Il mercato moltiplica le trasferte

Durante i periodi di mercato Alberto arriva a gestire almeno 30 traslochi al mese. La squadra di lavoro prepara anche gli scatoloni, un servizio utile soprattutto quando il calciatore parte senza avere ancora la certezza della città in cui giocherà.

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Il trasporto può comprendere anche le automobili. Per un incarico ha raggiunto Palermo partendo da Monza, ha completato il trasloco in Sicilia, è tornato in aereo e poi ha recuperato una vettura per condurla fino alla nuova destinazione. «La parte più dura è la strada: i chilometri ti stravolgono. Nell’ultima settimana ne ho fatti novemila», ha spiegato.


Dalla prima chiamata ai rapporti personali

L’ingresso di Alberto nel mondo del calcio è avvenuto grazie alla moglie di Antonini. Quando il marito arrivò al Genoa, una sua amica gli affidò il trasloco della casa; dopo quell’esperienza arrivarono le richieste di Perin e di un altro giocatore diretto a Benevento. Fu allora che il traslocatore comprese di poter trasformare quelle occasioni in una specializzazione.

Le abitazioni degli atleti richiedono spesso cautele aggiuntive: arredi firmati, mobili laccati, specchi particolari, abiti e oggetti di valore devono essere imballati e movimentati con attenzione. Il rapporto con alcuni clienti, però, è diventato anche personale: Djuricic lo invitò a restare ad Atene dopo la consegna, mentre Zappacosta gli regalò la possibilità di assistere dal vivo a una partita di Champions League tra Atalanta e Chelsea. Paleari, quando torna a giocare a Genova, gli mette da parte i biglietti e molti calciatori gli donano una maglia; Alberto dice di tenere soprattutto alle fotografie scattate insieme.

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