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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Marsiglia, quattro responsabili aggrediti: benzina nel liceo in rivolta

La protesta che blocca scuole e atenei francesi ha provocato decine di feriti e aperto nuove indagini sui comportamenti della polizia

Il bilancio degli scontri in Francia si aggrava: dall’inizio della mobilitazione 119 studenti e lavoratori della scuola hanno riportato ferite, mentre tra gli agenti impegnati negli interventi si contano 83 feriti. A Tours, inoltre, un ragazzo è stato ricoverato in condizioni gravi dopo un colpo alla testa.


La violenza accende nuove indagini

L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di esaminare tre episodi distinti, avvenuti a Sevran, nel dipartimento di Seine-Saint-Denis, a Saint-Ouen-L’Aumône, nel Val-d’Oise, e a Tours. Nel caso del giovane ferito a Tours, il procuratore ha riferito che le lesioni risultano «compatibili» con l’impatto di un proiettile sparato da un Lbd, il lanciatore in dotazione alle forze dell’ordine.

La tensione non riguarda soltanto le città già interessate dagli scontri più gravi. A Parigi almeno 14 istituti non hanno potuto svolgere regolarmente le lezioni, mentre a Pantin, alle porte della capitale, si sono verificati nuovi disordini. Alcuni testimoni hanno riferito dell’impiego di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti.


Marsiglia al centro della tensione

L’episodio più grave segnalato nelle ultime ore arriva da Marsiglia. La Région Paca ha denunciato che, all’interno del Lycée Victor Hugo, il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un altro componente della dirigenza scolastica sarebbero stati aggrediti e cosparsi di benzina.

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Nella stessa città, davanti al Lycée Saint-Exupéry, un camion dei vigili del fuoco sarebbe stato circondato e dato alle fiamme dagli studenti. La contestazione ha avuto ripercussioni anche sui trasporti pubblici, mentre a Nantes il Lycée Nelson Mandela è stato colpito da un incendio durante la mobilitazione per chiedere maggiori risorse destinate all’istruzione.


La protesta raggiunge gli atenei

Il movimento, nato negli istituti superiori, si sta allargando alle università. In tutta la Francia risultano bloccati almeno 15 atenei, tra cui quelli di Strasburgo, Poitiers, Nanterre e Montpellier.

Manifestazioni si sono svolte anche a Nizza, dove gli studenti si sono riuniti davanti al liceo Albert-Calmette nella mattinata di giovedì 1 ottobre, e a Lione, nei pressi dell’Ampère. La mobilitazione ha inoltre alimentato un confronto politico dopo le parole di Bally Bagayoko, sindaco di Saint Denis esponente de La France Insoumise: il primo cittadino ha confermato la propria affermazione secondo cui «la violenza, a un certo punto, può essere legittima».

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