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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Scuole in rivolta in Francia: 200 licei restano chiusi, Thunberg con gli studenti

La mobilitazione entra nella quinta fase tra denunce sulle strutture scolastiche, mancanza di docenti e richiesta di maggiori risorse pubbliche.

La protesta degli studenti francesi non si arresta e arriva al quinto appuntamento consecutivo. Dopo tre settimane di mobilitazione, circa 200 licei resteranno chiusi, mentre davanti a un istituto di Saint-Denis, nella periferia di Parigi, Greta Thunberg ha espresso il proprio sostegno ai giovani scesi in strada.


Le scuole chiedono risorse e insegnanti

Al centro delle contestazioni ci sono problemi che gli studenti descrivono come ormai strutturali: la carenza di docenti, gli edifici in cattive condizioni e condizioni non adeguate per seguire le lezioni. La richiesta rivolta alle istituzioni è quindi quella di aumentare gli investimenti destinati all’istruzione.

La mobilitazione, partita dalle aree periferiche della capitale francese, prosegue da tre settimane con il cosiddetto quinto atto. In una giornata che ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di ragazzi davanti al Lycée Paul-Eluard di Saint-Denis, il movimento ha riportato l’attenzione sulle difficoltà quotidiane vissute nelle scuole.


Chiusure in calo, ma la protesta continua

Édouard Geffray, ministro dell’Istruzione, ha fatto sapere che gli istituti interessati dalla chiusura saranno circa 200. Il dato è più contenuto rispetto a quello registrato nelle precedenti giornate di agitazione, ma non basta a considerare esaurita la protesta.

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L’esecutivo francese punta a un progressivo indebolimento della mobilitazione. Gli studenti, tuttavia, continuano a chiedere risposte concrete sulle condizioni degli edifici e sulla presenza degli insegnanti, mantenendo così aperto il confronto con il governo.


Thunberg: «Non ci arrenderemo»

Greta Thunberg ha raggiunto i manifestanti con una kefiah sulle spalle e ha denunciato l’assenza dei giovani dal dibattito sulle decisioni che riguardano il loro futuro. «Ci stanno rubando il futuro e le scuole non ricevono gli investimenti di cui hanno bisogno», ha affermato davanti ai giornalisti riuniti a Saint-Denis.

L’attivista svedese, 23 anni, ha poi respinto l’idea che gli studenti possano arrendersi: «Non ci arrenderemo e lotteremo per questo futuro che ci viene sottratto sotto i nostri occhi». Thunberg ha infine definito motivo di grande orgoglio la mobilitazione degli studenti francesi.

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