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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Sikorski alza il tiro: se ci saranno vittime, la Nato reagisca

Il ministro degli Esteri polacco chiede nuove misure contro Mosca e avverte gli alleati sul rischio che i sabotaggi russi provochino morti.

La Polonia vuole un giro di vite europeo contro la Russia, anche sul fronte della mobilità dei suoi cittadini. Radoslaw Sikorski ha collegato la richiesta alla necessità di reagire con maggiore fermezza alle operazioni attribuite a Mosca, soprattutto se dagli attacchi dovessero derivare vittime.


Varsavia chiede nuove restrizioni

Il ministro degli Esteri polacco ha sollecitato gli altri Paesi europei a ridurre la presenza diplomatica russa. Tra le misure indicate figurano la chiusura di ulteriori consolati, una stretta sugli spostamenti dei diplomatici e una diminuzione del loro numero complessivo. Sikorski ha osservato che la Polonia ha già provveduto a chiudere le proprie sedi consolari disponibili, mentre altri Stati avrebbero ancora margini di intervento.

Il responsabile della diplomazia di Varsavia propone inoltre di rendere obbligatorio il passaporto biometrico per i cittadini russi diretti nell’Unione europea, così da rendere più difficile l’ingresso di agenti sotto falsa identità. È favorevole anche a una riduzione dei visti turistici. «Mentre guardiamo questi video di ponti a Kiev incendiati e di bambini morti estratti dai condomini, l'immagine di turisti russi che ostentano la propria ricchezza in Europa mi stride», ha detto nell’intervista al Financial Times.

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La soglia delle vittime cambia tutto

Secondo Sikorski, gli alleati devono prepararsi a una risposta decisa nel caso in cui le attività russe, definite “ibride”, causino morti sul territorio dei Paesi membri. Il ministro ha distinto tra i danni alle infrastrutture e un’eventuale perdita di vite umane, sostenendo che il secondo scenario imporrebbe una discussione politica molto più grave dentro la Nato.

Resta aperto il problema di stabilire quando un’azione possa essere considerata un attacco transfrontaliero e quale sia il limite oltre il quale reagire. «Quando giudicheremo che i russi si sono spinti troppo oltre? Perché si tratta di una valutazione. Non esiste una definizione concordata in anticipo», ha affermato Sikorski. Polonia ed Estonia hanno già richiamato l’articolo 4 dell’Alleanza dopo incursioni di droni e caccia russi nei rispettivi spazi aerei.

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