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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

29 miliardi e difesa: il primo patto del campo largo, ma Azione si sfila

Pd, M5s, Avs e Italia Viva convergono su due documenti contro il nuovo debito per energia e armamenti, mentre la maggioranza difende la clausola europea.

La maggioranza lega la prossima legge di Bilancio al rispetto della traiettoria della spesa netta, alla prosecuzione delle riforme del Pnrr e del Piano strutturale di bilancio e al sostegno del potere d’acquisto, con attenzione alle famiglie più fragili. Nel documento approvato in Aula compaiono anche misure per accompagnare le imprese, rafforzare la sicurezza energetica e finanziare soprattutto gli investimenti nelle infrastrutture.

Il testo governativo contiene sei impegni e poggia sull’intenzione di attivare la clausola nazionale di salvaguardia prevista dalle regole europee. L’esecutivo dovrà inoltre considerare il confronto con le autorità dell’Unione europea quando definirà gli interventi ammissibili nella manovra.

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Il fronte comune chiede un’altra rotta

Su questo impianto Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva hanno costruito una posizione condivisa, affidata a due risoluzioni. L’intesa riguarda sia il Documento programmatico di finanza pubblica sia la richiesta di autorizzazione a un maggiore indebitamento per il biennio 2027-2028.

Il documento sul Dpfp raccoglie ventuno richieste e anticipa alcuni possibili temi di un futuro programma comune. Tra le priorità indicate figurano una legge sul salario minimo, un intervento sui redditi e una revisione dell’Irpef, con l’obiettivo di rendere più progressivo il prelievo e contenere gli effetti dell’inflazione.

La proposta comprende anche una revisione della tassazione sulle imprese, in modo da considerare i profitti eccezionali prodotti da circostanze straordinarie. Sul versante sociale, i quattro partiti chiedono un congedo paritario per madri e padri, con un’indennità piena, oltre a maggiori risorse per la sanità, fino al livello medio europeo.


Casa, scuola ed energia nel pacchetto

Tra gli altri punti figurano un piano per l’edilizia residenziale pubblica, il rifinanziamento del Fondo affitti e del fondo destinato agli inquilini morosi senza colpa. La piattaforma include anche nuove modalità di uscita dal lavoro, più investimenti nell’istruzione e la gratuità dell’accesso al nido e alla scuola dell’infanzia.

Nel testo compare inoltre la rinuncia all’attuazione dell’autonomia differenziata. Per l’energia, la richiesta è di impiegare le risorse in interventi di riqualificazione degli edifici pubblici e delle abitazioni popolari, nella trasformazione dei processi produttivi, nel potenziamento delle reti elettriche e nel trasporto rapido di massa.

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Il capitolo energetico viene collegato alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e all’utilizzo di fonti pulite. Le opposizioni indicano poi il contrasto alla povertà assoluta, il rafforzamento della sanità pubblica e l’aiuto a famiglie e imprese colpite dal caro-energia come destinazioni prioritarie del nuovo debito.


Difesa, il nodo resta aperto

La richiesta del governo vale circa 29 miliardi di euro aggiuntivi nel periodo 2027-2028. La flessibilità prevista dalla clausola nazionale consentirebbe di aumentare la spesa dello 0,6% del Pil in ciascun anno: lo 0,3% annuo sarebbe destinato all’energia e la quota restante alla difesa, per circa 14,4 miliardi complessivi a ciascun settore nel biennio.

La risoluzione unitaria del centrosinistra non autorizza questa operazione e chiede di «riconsiderare radicalmente gli impegni di spesa assunti in sede Nato». Il testo invita anche a superare i programmi di riarmo dei singoli Paesi non coordinati tra loro, privilegiando una difesa comune europea e impedendo ulteriori aumenti per i sistemi d’armamento.

Azione non ha aderito all’accordo. Il partito di Carlo Calenda ha presentato una proposta autonoma, nella quale i 29 miliardi dovrebbero finanziare soltanto investimenti capaci di accrescere produttività e crescita potenziale; sono invece esclusi bonus generalizzati e nuove forme di flessibilità pensionistica prive di copertura sostenibile.

La convergenza raggiunta sui documenti economici non cancella dunque le differenze sulla sicurezza. Il tema potrebbe riemergere già alla Camera, dove Giorgia Meloni è attesa per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo: tra gli argomenti del vertice ci sarà anche il sostegno all’Ucraina. La maggioranza ha dato parere favorevole soltanto alla propria risoluzione sul Dpfp; le proposte alternative, secondo il regolamento, non saranno sottoposte al voto.

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