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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Papa Leone XIV e il nodulo al polmone: perché si interviene subito

Il Pontefice è stato ricoverato al Gemelli per rimuovere una lesione circoscritta; udienze sospese fino al 20 ottobre e degenza prevista di circa una settimana.

Il fatto che l’operazione sia stata programmata non consente, da solo, di stabilire la natura del nodulo individuato nel polmone di Papa Leone XIV. Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, ha spiegato che senza dati clinici più completi non è possibile formulare conclusioni, anche se una diagnosi in fase iniziale può rendere praticabile un trattamento chirurgico risolutivo.

La scoperta di queste lesioni avviene spesso casualmente, durante esami prescritti per altri motivi. Una Tac del torace, per esempio, può mostrare un’area anomala fino a quel momento sconosciuta.

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Il nodulo richiede una valutazione mirata

Dimensioni, caratteristiche osservate nelle immagini, eventuale crescita e condizioni generali della persona sono gli elementi che guidano le decisioni dei medici. Non tutti i noduli impongono una biopsia o un intervento: in alcuni casi è sufficiente tenerli sotto controllo con esami periodici, mentre altri richiedono ulteriori accertamenti.

Secondo Di Maio, quando un tumore polmonare viene riconosciuto molto presto, la chirurgia può rappresentare il trattamento principale e, nelle forme più precoci, può essere sufficiente da sola, accompagnata poi da controlli regolari. La presenza di un nodulo, comunque, non equivale automaticamente alla diagnosi di una neoplasia maligna.


Ricovero al Gemelli e intervento

Papa Leone è arrivato al Policlinico Gemelli di Roma, dove sarà sottoposto nelle prossime ore alla rimozione della lesione. Il Vaticano ha descritto il nodulo come circoscritto e ha riferito che la sua individuazione è avvenuta durante un controllo di routine. All’ingresso dell’ospedale lo hanno accolto fedeli, pazienti e operatori sanitari.

L’intervento sarà affidato all’équipe guidata da Stefano Margaritora, responsabile della chirurgia toracica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Lo specialista si occupa anche di tecniche mini-invasive, tra cui la toracoscopia con accesso singolo e la chirurgia robotica.

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La permanenza in ospedale dovrebbe durare circa sette giorni. Il Pontefice alloggerà al decimo piano, nel reparto solventi, ma non nella stanza utilizzata da Papa Francesco: l’ambiente è infatti interessato da lavori di ristrutturazione.


Udienze sospese fino al 20 ottobre

La Prefettura della Casa Pontificia ha cancellato tutti gli appuntamenti pubblici fino a martedì 20 ottobre. Prima del ricovero, durante l’Angelus di domenica, il Papa aveva spiegato di aver ricevuto dai medici l’indicazione a procedere con l’intervento dopo la scoperta di una lesione localizzata e individuata in una fase iniziale.

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha raccontato di aver visto il Pontefice sereno a margine di un convegno dedicato a Papa Luciani. «È amato, apprezzato, seguito da tutti», ha detto, aggiungendo che la situazione è stata individuata tempestivamente e che il Papa viene accompagnato dalla preghiera.

Durante la degenza, Papa Leone conserverà pienamente le sue funzioni alla guida della Chiesa cattolica. Il diritto canonico non prevede infatti la designazione di un sostituto per un’operazione o per una temporanea indisponibilità del Pontefice; nel frattempo, la Curia romana continuerà a gestire le attività ordinarie.

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