Russia-Usa, l’intesa sul diesel sfida le sanzioni Ue: cosa succede
Il Cremlino avverte che nuove misure europee potrebbero complicare l’accordo energetico tra Vladimir Putin e Donald Trump, mentre resta incerta la tregua tra Mosca e Kiev.
La tregua energetica tra Mosca e Kiev, annunciata da Donald Trump come un’intesa già raggiunta, non trova ancora conferme concrete. I contatti tra le parti proseguono, ma gli attacchi contro le infrastrutture energetiche non risultano interrotti.
Volodymyr Zelensky ha contestato la ricostruzione del presidente americano, sostenendo che la Russia non abbia fermato le proprie operazioni. Trump, invece, ha affermato che l’intesa sarebbe stata violata da entrambi gli schieramenti. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha preferito non aggiungere dettagli rispetto alle discussioni del giorno precedente, limitandosi a confermare che il dialogo è ancora in corso.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
La tregua energetica resta incerta
L’annuncio diffuso domenica da Trump prevedeva la sospensione degli attacchi reciproci contro le reti e gli impianti energetici. La distanza tra le versioni di Washington e Kiev mostra però che l’accordo non si è tradotto, almeno per ora, in uno stop verificabile delle azioni militari.
Peskov ha ricordato che il tema era già stato affrontato nei colloqui più recenti. Il portavoce russo non ha fornito una nuova valutazione pubblica, ma ha confermato l’esistenza di scambi diplomatici sulla possibile pausa nei raid.
Il Cremlino teme nuove barriere europee
A complicare il quadro c’è anche il confronto sulle sanzioni. Mosca critica la volontà dell’Unione europea di mantenere una linea restrittiva e collega le eventuali nuove misure all’intesa raggiunta con gli Stati Uniti sulla fornitura di diesel russo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Rispondendo a una domanda sulla possibilità che le decisioni di Bruxelles ostacolino l’accordo, Peskov ha dichiarato: «È chiaro che questo potrebbe rappresentare un ostacolo». Il Cremlino teme dunque che provvedimenti finanziari, commerciali o altre limitazioni europee possano incidere sull’intesa russo-americana.
Putin e Trump difendono l’intesa
L’accordo prevede la fornitura di diesel russo agli Stati Uniti. Secondo Trump, l’operazione potrebbe contribuire a contenere il costo del gasolio, anche perché il presidente americano ha attribuito agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe un ruolo nelle tensioni sul mercato.
Peskov ha presentato la collaborazione come conveniente per entrambe le capitali e per il settore energetico internazionale. «È un vantaggio reciproco molto importante nella cooperazione tra Russia e Stati Uniti. Conviene agli Stati Uniti, ai mercati energetici mondiali e alla Federazione Russa: per questo sta avvenendo», ha affermato il portavoce del Cremlino.
Trump ha rilanciato la stessa posizione con un messaggio pubblicato sul social Truth. Nel post ha sostenuto che l’Unione europea avrebbe versato alla Russia 250 miliardi di dollari per l’energia, accusando i media di non voler approfondire il dato e rivendicando la scelta compiuta nell’interesse degli americani. Il presidente non ha indicato il periodo a cui si riferisce la cifra e ha richiamato la propria linea politica, riassunta nello slogan «Prima l’America».
Continua a leggere
Parma, la prova dei 110 mette alla prova gli chef azzurri: cosa succede ora
La Nazionale Italiana Cuochi si prepara alla competizione in Lussemburgo con un allenamento ad alta intensità organizzato insieme a Barilla ad Academia Barilla.
Amanda Seyfried dice no alle scene intime: «Ora mi mette a disagio
L’attrice racconta di aver rifiutato una serie per la presenza costante di momenti di nudo e spiega come il suo rapporto con queste situazioni sia cambiato nel tempo.
Montagne russe, tragedia in Georgia: chiuse nove attrazioni
Una persona è morta e altre quattro sono rimaste ferite a Six Flags Over Georgia: indagini in corso dopo la caduta di un visitatore da un vagone.
Luna di miele da incubo: il ricorso arriva tardi e costa 2.400 euro
Una coppia abruzzese aveva chiesto 18.600 euro dopo il soggiorno in Kenya, ma il tribunale di Sulmona ha respinto la domanda per un problema di termini