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Attualità 1 min di lettura4 ore fa

Scudi abbassati a Torino: la protesta studentesca sfida la tensione

Durante il No Meloni Day, docenti e genitori hanno creato una barriera tra ragazzi e agenti, mentre in piazza Castello sono esplosi scontri con lanci di oggetti e risposta con idranti e lacrimogeni.

Il momento più emblematico della manifestazione torinese è arrivato quando adulti e insegnanti si sono schierati tra gli studenti e il dispositivo di sicurezza. In corso Inghilterra, alcuni docenti si sono presi per braccetto formando una linea davanti agli agenti in tenuta antisommossa.

A rendere ancora più netto il contrasto è stato l’intervento di uno studente rivolto alla polizia: «Siamo dalla stessa parte, abbassate gli scudi». La scena si è inserita in una giornata segnata dalla presenza di circa 2.500 ragazzi e da una forte tensione attorno al corteo.

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Il cordone dei docenti

Genitori e professori hanno scelto di frapporsi fisicamente tra i manifestanti più giovani e le forze dell’ordine. Il cordone improvvisato è diventato una delle immagini centrali del No Meloni Day a Torino, proprio per il ruolo assunto dagli adulti nel tentativo di separare gli studenti dagli agenti.

La protesta è arrivata dopo giorni caratterizzati da occupazioni e da episodi di violenza all’interno di alcune scuole torinesi. Nel corso della manifestazione, il rapporto tra piazza e apparato di sicurezza è rimasto quindi al centro dell’attenzione, tra richieste di dialogo e schieramenti contrapposti.

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In piazza Castello lo scontro

La situazione è poi degenerata in piazza Castello. Secondo quanto riportato, alcuni manifestanti hanno scagliato sassi e bottiglie contro gli agenti presenti sul posto.

La risposta delle forze dell’ordine è arrivata con l’impiego di idranti e lacrimogeni. La sequenza degli scontri ha fatto da contraltare alla scena di corso Inghilterra, dove insegnanti e genitori avevano invece cercato di mantenere una separazione tra il corteo studentesco e il blocco della polizia.

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