Scuola, la protesta esplode: scontri e una richiesta da 13 miliardi
Il corteo nazionale ha portato in piazza decine di migliaia di giovani, tra contestazioni al governo, disordini in quattro città e rivendicazioni sul futuro dell’istruzione.
Il ministro dell’Istruzione Valditara ha condannato gli episodi più gravi registrati durante le manifestazioni, definendoli «teppismo politico» e distinguendoli dal diritto degli studenti a esprimere il proprio dissenso. Matteo Salvini ha usato toni ancora più duri: «Quelli non sono studenti. Sono criminali e delinquenti».
Di segno opposto la posizione di Roberto Fico. Il presidente della Regione Campania ha difeso il diritto alla mobilitazione e ha sostenuto che i giovani debbano essere ascoltati, indicando tra le priorità maggiori finanziamenti per edifici, aperture, docenti e retribuzioni più adeguate.
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Le richieste del movimento studentesco
Il Collettivo Osa, tra i promotori dell’iniziativa, ha parlato di un risultato riuscito, con oltre 40 piazze coinvolte e decine di migliaia di partecipanti. Tra gli obiettivi indicati figurano il ritiro del decreto sulla scuola, 13 miliardi per l’edilizia scolastica, il rifiuto della riforma degli istituti tecnici e professionali e misure contro il caro vita.
La mobilitazione è stata presentata dagli organizzatori come l’avvio di una stagione fatta di scioperi, occupazioni e cortei. Nel mirino è finita anche l’idea di una scuola percepita come troppo rigida, a favore di un sistema pubblico più aperto e finanziato.
Scontri in quattro città
A Torino alcuni manifestanti hanno scagliato pietre contro le forze dell’ordine e annunciato l’intenzione di promuovere un grande sciopero generale il 30 ottobre. A Roma, invece, il corteo ha raggiunto il ministero dell’Istruzione: dopo i cori rivolti a Valditara, sono stati lanciati petardi contro l’edificio e sono state date alle fiamme le bandiere degli Stati Uniti e di Israele.
A Bologna e Verona la situazione ha prodotto ulteriori interventi delle forze dell’ordine. Ventuno studenti, tra cui 20 minorenni, sono stati portati in Questura e rischiano denunce per danneggiamento, lancio di oggetti pericolosi e blocco della circolazione.
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A Milano corteo senza disordini
Nel capoluogo lombardo il presidio si è svolto senza particolari tensioni. Alcune migliaia di ragazzi hanno partecipato alla manifestazione «Nessuno è straniero», terminata con l’occupazione dell’ex obitorio alle spalle dell’Università Statale.
Nel corso della giornata, inoltre, sono comparsi a terra volti di esponenti politici coperti di vernice rossa insieme al simbolo di Leonardo. Gli episodi si sono inseriti in una mobilitazione che ha affiancato la contestazione scolastica allo sciopero globale per il clima promosso da Fridays for Future.
Scuola e decreto nel mirino
La protesta, svolta venerdì 16 ottobre, ha coinvolto migliaia di studenti in diverse località italiane. Le contestazioni hanno riguardato soprattutto la scarsità delle risorse destinate all’istruzione e lo stato degli edifici scolastici, ritenuto in molti casi non adeguato.
Tra i temi sollevati c’è anche il decreto-legge che introduce un tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi. La giornata di cortei si è svolta nello stesso momento dello sciopero climatico internazionale e ha coinciso con altre proteste, comprese quelle degli autotrasportatori.
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