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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Scuola, la voce degli studenti argina la dispersione: i numeri

Il progetto Fuoriclasse in Movimento coinvolge quasi 20mila alunni in 130 scuole e punta su partecipazione, relazioni positive e ascolto per prevenire l’abbandono.

Dare agli studenti un ruolo nelle decisioni della scuola può rafforzare il loro legame con l’istruzione prima che emergano segnali di abbandono. È questa la direzione del programma Fuoriclasse in Movimento, promosso da Save the Children e sostenuto dal 2024 da UniCredit attraverso il Fondo Carta Etica.

Nell’anno scolastico 2025-2026 l’iniziativa ha raggiunto 130 istituti distribuiti in 16 regioni, con 19.981 studenti e studentesse, 1.428 docenti, 530 classi e 130 Consigli Fuoriclasse. Il progetto è attivo sia nelle periferie delle grandi città sia nelle aree interne, compresi contesti segnati da maggiori difficoltà sociali ed educative.


La partecipazione diventa uno strumento concreto

I Consigli Fuoriclasse riuniscono alunni, insegnanti e dirigenti scolastici. Attraverso momenti di confronto, consultazioni, votazioni e dialogo con la dirigenza, gli studenti possono indicare problemi e priorità, contribuendo poi alla costruzione di soluzioni per la vita quotidiana dell’istituto.

Le proposte possono riguardare il modo di fare lezione, l’organizzazione degli spazi, i rapporti tra compagni o le relazioni con il territorio. In diversi casi, il percorso ha portato alla nascita di laboratori, alla riqualificazione degli ambienti scolastici e ad attività di cittadinanza attiva. A Roma, l’Istituto Comprensivo Morricone di San Basilio è stato scelto per un incontro dedicato alla verifica del lavoro svolto e all’inserimento stabile di queste pratiche nella gestione della scuola.

Giancarla Pancione, direttrice Marketing, Fundraising & Brand di Save the Children, ha sottolineato: «Offrire a bambine, bambini e adolescenti spazi concreti per esprimere idee, bisogni e proposte significa aiutarli a migliorare la scuola che vivono ogni giorno». Secondo la responsabile, il sostegno di UniCredit permette di estendere il progetto e di riconoscere ai più giovani un ruolo attivo nella comunità scolastica.


I risultati sul benessere degli alunni

La rilevazione condotta su oltre 2.200 studenti mostra una valutazione ampiamente positiva. Il 91,6% considera i Consigli Fuoriclasse capaci di dare maggiore spazio alla voce degli alunni, mentre l’86,5% avverte una più forte attenzione degli adulti alle proprie opinioni e l’84,3% ritiene che la scuola tenga maggiormente conto delle esigenze degli studenti.

Gli effetti riguardano anche la dimensione personale e relazionale: l’89,7% riferisce un aumento delle emozioni positive, l’87,5% una crescita della capacità di collaborare e l’86,2% rapporti migliori con compagni e insegnanti. Inoltre, l’83,5% dice di stare meglio a scuola, l’84,1% di partecipare di più alla vita dell’istituto e l’86,7% di sentirsi più preparato a promuovere e tutelare i propri diritti.

Tra gli alunni che ricoprono un incarico nei Consigli Fuoriclasse, l’85,2% percepisce che il proprio punto di vista venga preso realmente in considerazione. La percentuale supera di oltre venti punti quella rilevata tra gli studenti senza ruoli di rappresentanza.

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Anche il giudizio degli insegnanti conferma l’impatto dell’esperienza. Tra i 644 docenti coinvolti nella rilevazione, il 94,5% ritiene i Consigli uno strumento efficace per raccogliere le opinioni degli alunni; il 91,8% segnala un miglioramento del clima scolastico e il 95% nota una crescita delle emozioni positive tra gli studenti.


Un problema nazionale ancora diseguale

Il progetto nasce dalla considerazione che la dispersione non coincida soltanto con l’abbandono formale. Il distacco può iniziare molto prima, attraverso perdita di motivazione, difficoltà nei rapporti, scarsa fiducia nelle proprie capacità o assenza di coinvolgimento nella vita dell’istituto. Per questo l’intervento parte già dal primo ciclo e punta su relazioni positive, senso di appartenenza e partecipazione.

I dati nazionali mostrano alcuni progressi, ma anche differenze marcate. Nel 2025 la quota di giovani tra 18 e 24 anni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione è scesa all’8,2%, dal 9,8% del 2024, raggiungendo in anticipo il traguardo europeo previsto per il 2030.

Il fenomeno resta però più frequente tra i ragazzi, al 10,1%, rispetto alle ragazze, al 6,2%. Il divario è ancora più ampio tra i giovani con cittadinanza non italiana, al 26,2%, e quelli italiani, al 6,7%. Anche la cosiddetta dispersione implicita, riferita a chi conclude gli studi senza acquisire competenze adeguate, è diminuita: secondo INVALSI 2026 è passata dall’8,7% del 2025 al 6,3%.

Stefano Gallo, responsabile dello Sviluppo territoriale di UniCredit, ha spiegato che contrastare l’abbandono richiede un’azione anticipata: «Ragazze e ragazzi devono potersi sentire ascoltati, coinvolti e parte attiva della propria comunità scolastica». A suo giudizio, l’esperienza dimostra che non basta garantire l’accesso all’istruzione: conta anche la qualità del percorso vissuto ogni giorno.


Il progetto guarda alla continuità

Per rendere più stabile la partecipazione dell’intera comunità scolastica, nel 2025 Save the Children ha avviato insieme ad Ashoka Italia una sperimentazione della durata di tre anni. Il percorso coinvolge 18 Istituti Comprensivi appartenenti alla rete di Fuoriclasse in Movimento e mira a consolidare il ruolo dei Consigli nelle decisioni della scuola.

Dopo il primo anno, il 68,8% degli istituti aveva avviato o concluso la fase di form

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