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Attualità 4 min di lettura3 ore fa

Tregua energetica, il gelo tra Mosca e Kiev: minacce e attacchi

Zelensky avverte la Russia, mentre il Cremlino parla di contatti ancora aperti e l’Ue chiede una pace duratura prima di qualsiasi voto in Ucraina.

La tregua sulle infrastrutture energetiche annunciata da Donald Trump resta priva di un’intesa chiara tra Mosca e Kiev. Mentre il Cremlino evita di confermare l’entrata in vigore dell’accordo, Volodymyr Zelensky denuncia nuovi bombardamenti russi e avverte che l’Ucraina reagirà se gli attacchi non verranno fermati.

Secondo le autorità ucraine, nelle ultime 24 ore le offensive hanno provocato almeno 10 morti e 73 feriti in diverse regioni del Paese. A essere colpiti sono stati edifici civili, centrali elettriche e altre strutture essenziali.


Zelensky lega la tregua alla reciprocità

Durante un forum sulla sicurezza a Varsavia, il presidente ucraino ha fissato la condizione di Kiev: nessuna sospensione degli attacchi contro le raffinerie russe e le esportazioni di greggio se Mosca continuerà a colpire la rete energetica e le infrastrutture critiche ucraine. “Se la Russia non accetterà un cessate il fuoco nel settore energetico, risponderemo”, ha dichiarato.

Zelensky ha inoltre riferito che, poco prima di un suo colloquio, una centrale elettrica di Kiev era stata colpita, causando interruzioni in numerosi quartieri. Successivamente, secondo il presidente, sarebbero stati attaccati anche impianti energetici nella regione di Kharkiv, nonostante l’annuncio statunitense.

A Kharkiv, la centrale CHP-5 è stata indicata da Zelensky tra gli obiettivi colpiti. Il governatore Oleh Syniehubov ha comunicato cinque vittime e 42 feriti nella città e nelle località vicine. A Kiev, invece, i danni a una linea elettrica ad alta tensione hanno lasciato ampie aree senza acqua corrente e provocato brevi interruzioni della fornitura elettrica, secondo il sindaco Vitalii Klitschko e la società Dtek.


Mosca prende tempo sull’accordo

Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino, ha parlato di contatti ancora in corso senza confermare che la sospensione degli attacchi sia operativa. “Non appena avremo qualcosa da comunicare in merito, non mancheremo di informarvi”, ha detto durante il briefing con la stampa.

Rispondendo alla proposta ucraina di una tregua generale di 60 giorni per organizzare le elezioni, Peskov ha ribadito che Mosca non punta a una pausa temporanea, ma a un’intesa definitiva. Ha anche espresso apprezzamento per l’attività diplomatica degli Stati Uniti e per il lavoro dei loro negoziatori.

Il portavoce russo ha respinto inoltre l’idea che Mosca voglia separare Washington dai Paesi europei. Secondo Peskov, la Russia cercherebbe una soluzione al conflitto, mentre l’Europa sarebbe più vicina alla “parte della guerra” che a quella della pace.

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L’Ue: prima la fine della guerra

Da Lussemburgo, l’Alta rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas ha sostenuto che le elezioni ucraine dovrebbero svolgersi dopo la conclusione del conflitto. Ha ricordato che nelle costituzioni di numerosi Paesi il voto non è previsto durante una guerra e che una competizione elettorale potrebbe alimentare divisioni interne mentre il territorio è ancora sottoposto ad attacchi.

Kallas ha aggiunto che Kiev sarebbe pronta a convocare gli elettori appena fosse raggiunto un cessate il fuoco, ma ha invitato a concentrare la pressione internazionale sulla Russia affinché interrompa le ostilità. “Personalmente vorrei che il cessate il fuoco riguardasse anche smettere di uccidere le persone, non solo le infrastrutture energetiche”, ha affermato.

La rappresentante europea ha inoltre chiesto agli Stati Uniti di adottare sanzioni contro Mosca. A suo giudizio, la conclusione della guerra renderebbe superflui gli attacchi alle raffinerie e impedirebbe nuovi colpi contro gli impianti energetici russi.

Il ministro degli Esteri estone Margus Tsakhna ha riferito che l’Unione europea ha inserito nelle proprie misure punitive quasi 1.600 aziende e persone legate alla guerra russa in Ucraina, definendo l’elenco il più ampio mai approvato dall’Unione.


Il bilancio degli attacchi

L’aeronautica militare ucraina ha riferito che nella notte la Russia ha lanciato 121 droni d’attacco, tra cui 76 apparecchi a reazione, oltre a velivoli esca dei modelli Gerbera e Parodiya. Le difese di Kiev ne avrebbero abbattuti o neutralizzati 89; incursioni sono state registrate in 15 località e i rottami sono caduti in quattro aree.

Nella regione di Zhytomyr un impianto energetico è stato colpito senza causare vittime. A Ivano-Frankivsk, invece, un attacco ha ucciso tre militari ucraini e ne ha feriti altri tre, secondo il sindaco Ruslan Martsinkiv.

Nel Donetsk orientale gli attacchi hanno provocato un morto e 18 feriti. Sloviansk è stata la località più colpita, con una vittima e dieci persone ferite. Nella regione di Sumy, infine, un drone russo ha centrato un’auto civile: è morto un uomo di 39 anni e tre persone sono rimaste ferite, tra cui due paramedici.

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