Riad sotto pressione: nuovo missile Houthi e aeroporto fermo
Un razzo diretto verso Khamis Mushait sarebbe stato abbattuto, mentre l’attacco all’aeroporto di Riad aggrava la tensione e lascia 12 vittime.
L’aeroporto internazionale King Khalid di Riad resta chiuso dopo l’attacco che domenica sera, 11 ottobre, ha provocato un morto e 11 feriti. Le autorità saudite non hanno ancora indicato quando potranno riprendere i voli, mentre la coalizione guidata da Riad riferisce di avere neutralizzato un altro missile diretto verso il sud del Paese.
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L’aeroporto resta ancora chiuso
Il bilancio dell’ultimo attacco allo scalo della capitale è stato comunicato dall’Autorità per l’aviazione civile saudita: a perdere la vita è stato un residente pakistano. Le altre 11 persone coinvolte sono state trasferite in ospedale e hanno ricevuto le cure necessarie.
L’esplosione ha causato anche danni alle strutture, la cui entità deve ancora essere accertata. Il giorno precedente, un’azione attribuita agli Houthi contro un terminal del King Khalid aveva già provocato 12 vittime.
La sospensione delle attività aeroportuali è stata prorogata per consentire le verifiche sulla sicurezza degli impianti e sulla loro capacità di tornare operativi. Per ora, l’autorità saudita non ha fissato una nuova scadenza per la riapertura.
Un altro missile nel mirino
Nel frattempo, la coalizione militare a guida saudita ha annunciato di aver intercettato e abbattuto un missile balistico lanciato dai combattenti Houthi verso Khamis Mushait, nell’area meridionale dell’Arabia Saudita. La comunicazione è arrivata dal maggiore generale Turki al-Malki, portavoce della coalizione, attraverso X.
L’episodio alimenta la preoccupazione per la sicurezza degli scali e delle infrastrutture saudite, già colpite nelle ore precedenti. Le autorità stanno valutando i danni provocati dall’attacco all’aeroporto, mentre proseguono le misure precauzionali nella capitale.
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Il Golfo chiede una risposta comune
Anwar Gargash, consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, ha avvertito che colpire l’Arabia Saudita mette a rischio l’intera sicurezza degli Stati del Golfo. A suo giudizio, è necessario rilanciare il coordinamento regionale, soprattutto nei settori della difesa e della protezione comune.
Gargash ha inoltre sostenuto che la scarsa attenzione riservata alla sicurezza collettiva abbia spinto altri attori a superare i limiti. Il riferimento arriva mentre la crisi si estende anche alle rotte marittime del Mar Rosso.
L’appello europeo sul Mar Rosso
Kaja Kallas, alta rappresentante dell’Unione europea, ha riferito di avere contattato la sua omologa saudita per esprimere solidarietà dopo l’attacco. Secondo quanto spiegato dalla responsabile europea, Riad ha chiesto un rafforzamento della missione Aspides.
L’obiettivo indicato è coordinare maggiormente le forze impegnate nella regione e garantire il passaggio delle navi attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb, snodo strategico tra Mar Rosso e golfo di Aden.
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