Perugia, la bufera di Gaucci può costargli la presidenza
Dopo lo sfogo contro arbitro e quarto ufficiale, il club congela il passaggio di consegne in attesa della decisione del giudice sportivo.
Il futuro di Alessandro Gaucci alla guida del Perugia è già in bilico prima ancora dell’investitura ufficiale. La società ha rinviato il cambio al vertice e attende di conoscere la sanzione disciplinare destinata al dirigente dopo le accuse rivolte alla terna arbitrale al termine della gara persa contro il Vado.
La vicenda ha provocato anche la reazione dell’Associazione Italiana Arbitri. Francesco Massini ha definito le dichiarazioni del proprietario umbro incompatibili con i limiti della critica sportiva, mentre la documentazione del caso è stata inoltrata agli organi competenti.
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La poltrona resta in sospeso
Il Perugia è stato battuto 0-2 dal Vado, nella sfida del girone C di Serie C. La partita è stata segnata dall’espulsione di Pazonov nelle fasi iniziali e dalla mancata concessione di un calcio di rigore dopo un intervento su Van Amersfoort, episodio che Gaucci ha contestato anche dopo la revisione al monitor.
Il dirigente, secondo quanto riportato dal Quotidiano Sportivo, avrebbe dovuto assumere ufficialmente la presidenza al posto di Javier Faroni dopo alcuni giorni trascorsi in Spagna. L’avvicendamento, però, non si è concretizzato: il club vuole prima valutare l’entità della punizione e, in caso di stop particolarmente lungo, starebbe prendendo in considerazione una soluzione alternativa.
Nel suo intervento Gaucci ha sostenuto che il cognome della famiglia continui a creare problemi e ha messo in dubbio la buona fede dell’arbitro. Poi ha attaccato anche il quarto ufficiale, accusandolo di avere avuto un atteggiamento arrogante. «Adesso basta! Mi dessero anche 100 giornate di squalifica, non me ne frega nulla», ha concluso, mostrando di mettere in conto una sanzione pesante.
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L’Aia condanna lo sfogo
Massini ha reagito con fermezza alle parole pronunciate durante la conferenza stampa. «Le parole pronunciate sono inaccettabili e superano ogni limite della legittima critica sportiva», ha dichiarato il presidente dell’Aia, sottolineando che insulti, accuse di malafede e attacchi personali colpiscono sia gli ufficiali di gara sia l’intera categoria.
Il numero uno dell’associazione ha inoltre ricordato che chi ricopre incarichi dirigenziali deve contribuire a diffondere rispetto e correttezza. A suo giudizio, espressioni di quel tipo alimentano un clima ostile nel calcio e rischiano di indebolire i valori di lealtà condivisi da tutte le sue componenti.
L’Aia ha espresso solidarietà agli arbitri coinvolti e a tutti gli ufficiali di gara impegnati ogni settimana sui campi. Gli atti relativi alla vicenda sono ora nelle mani degli organismi competenti, chiamati a stabilire le conseguenze disciplinari dello sfogo e a chiarire anche il futuro societario di Gaucci.
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