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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Industria, la sfida è crescere: dall’intelligenza artificiale all’energia

Il presidente di Assolombarda Alvise Biffi chiede più investimenti, capitale e politiche abitative per sostenere le imprese italiane nella nuova fase industriale.

L’intelligenza artificiale è già entrata in quasi metà delle aziende dei territori di Assolombarda, ma la crescita economica italiana resta ancora troppo lenta per sostenere la competitività del sistema produttivo. È questo il doppio messaggio lanciato da Alvise Biffi, presidente dell’associazione, durante l’assemblea svoltasi a Milano il 12 ottobre 2026.


L’intelligenza artificiale accelera

Un’indagine condotta con il Politecnico di Milano su 700 imprese ha rilevato che il 49% dispone già di progetti attivi nell’intelligenza artificiale, mentre un ulteriore 18% intende introdurla a breve. Alla fine del 2024 la quota delle aziende già impegnate su questo fronte era inferiore al 20%.

La diffusione varia in base alla dimensione, ma non soltanto. L’adozione riguarda il 40% delle microimprese, il 41% delle piccole aziende e il 48% delle medie, mentre tra le grandi arriva al 79%. Le nuove imprese innovative raggiungono il 77%, quasi allo stesso livello delle realtà maggiori. Secondo Biffi, la tecnologia può diventare un vantaggio concreto se applicata alla sanità, ai trasporti, all’energia e ai processi produttivi.


Più capitale per investire

Nel suo intervento, Biffi ha collegato la capacità di crescita alla disponibilità di finanziamenti adeguati. Il credito bancario resta essenziale per il tessuto composto soprattutto da piccole e medie imprese, ma non può bastare quando occorre finanziare acquisizioni, espansioni all’estero o il passaggio di una tecnologia dalla sperimentazione alla produzione su larga scala.

Il presidente di Assolombarda ha quindi indicato la necessità di ampliare il ricorso a capitale di rischio, fondi specializzati, obbligazioni private, quotazioni e investitori istituzionali. «Ci serve un sistema bancario pensato per accompagnare lo sviluppo, non solo per garantire stabilità», ha affermato durante l’assemblea, chiedendo anche un uso più efficace delle risorse pubbliche attraverso garanzie capaci di attirare fondi privati.

A livello europeo, ha osservato, esiste molto risparmio ma una parte insufficiente viene indirizzata verso le imprese e gli investimenti produttivi. Da qui la richiesta di accelerare la costruzione di un mercato comune dei capitali e dell’Unione europea del risparmio e degli investimenti, senza attendere però che il progetto comunitario sia completato: le aziende devono poter investire già oggi.

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Casa, energia e crescita lenta

La questione abitativa è stata indicata come uno dei fattori che incidono sulla disponibilità di competenze. Secondo i dati citati da Biffi, per quasi un giovane su due il costo o la difficoltà di trovare casa condiziona le scelte di studio e lavoro; inoltre, quattro persone su dieci hanno rinunciato negli ultimi tre anni ad almeno un’opportunità professionale o formativa a causa della distanza o dei problemi legati al trasferimento.

Assolombarda ha proposto di consentire alle imprese la deduzione integrale dei canoni di locazione destinati ai dipendenti, accompagnata da un trattamento fiscale favorevole per i lavoratori. La misura avrebbe un costo annuo stimato per lo Stato di 551 milioni di euro a regime e potrebbe coinvolgere oltre 280 mila persone. «Senza giovani non c’è industria», ha sottolineato Biffi, sostenendo che la proposta possa rafforzare il Piano Casa nazionale del Governo.

Resta poi il nodo della crescita. Per il presidente dell’associazione, nel 2026 l’Italia dovrebbe registrare un aumento del prodotto interno lordo superiore all’1%, un risultato migliore delle previsioni ma ancora insufficiente rispetto ai ritmi di Stati Uniti, Paesi del Mercosur ed Emirati Arabi Uniti. «Quel poco più dell’uno per cento mostra un limite concreto alla capacità di avanzare», ha detto, richiamando la necessità di non considerare adeguata una dinamica così contenuta.

Anche il prezzo dell’energia continua a penalizzare l’industria italiana ed europea. Biffi ha sostenuto che la competitività non possa essere separata dalla disponibilità di energia a costi sostenibili, soprattutto mentre le imprese affrontano una nuova trasformazione tecnologica.

In vista del confronto sul bilancio dell’Unione europea per il periodo 2028-2034, Assolombarda chiede infine di mantenere insieme competitività e coesione. L’incremento degli investimenti in innovazione e capacità produttiva, secondo l’associazione, non dovrebbe essere accompagnato da una riduzione dei fondi destinati allo sviluppo né da nuovi oneri a carico delle imprese.

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