3.000Lettori online ora
Attualità 4 min di lettura4 ore fa

Scopello, la Tonnara chiude: il caso che scuote Castellammare

Una disputa tra comproprietari ha bloccato uno dei luoghi più esclusivi della Sicilia, con ricadute su turismo, lavoro e indotto del territorio trapanese.

La chiusura temporanea della Tonnara di Scopello mette in pausa un’attività diventata, in pochi anni, un riferimento internazionale per il turismo di lusso, il cinema e i matrimoni esclusivi. La decisione è arrivata al termine di una controversia giudiziaria interna alla proprietà e rischia di colpire non solo la struttura, ma anche l’economia di Castellammare del Golfo e dell’intera provincia di Trapani.

Il complesso, affacciato sui Faraglioni, ospita quindici camere, un museo dedicato alla mattanza, una corte interna, una piccola chiesa gesuitica e una spiaggia privata. Il suo rilancio aveva attirato visitatori facoltosi da tutto il mondo, produzioni audiovisive e numerose aziende locali, fino a generare un movimento economico stimato in 10 milioni di euro all’anno.


La lite che ha fermato la Tonnara

La vicenda nasce dalla particolare situazione proprietaria del sito. La Tonnara è detenuta in forma indivisa da circa quaranta persone appartenenti a diverse generazioni; tra loro, secondo la ricostruzione, i contrasti sono proseguiti a lungo. I comproprietari indicati nella gestione sono 32 e si dividono ogni anno circa mezzo milione di euro derivante dall’attività, una cifra superiore del 60% rispetto al canone ritenuto congruo dal Tribunale.

Fino al 2018 la conduzione delle attività ricettive era nelle mani di una delle proprietarie, titolare della quota individuale più consistente. Quel periodo, sempre secondo la ricostruzione, sarebbe stato caratterizzato da investimenti limitati, ricavi quasi nulli per gli altri titolari e alcune contestazioni fiscali e giudiziarie. In seguito, un magistrato affidò l’amministrazione a una nuova società di capitali, dando origine a un lungo contenzioso.

A fine luglio, due comproprietari di minoranza, titolari complessivamente del 3,5% della proprietà, pari a 150 quote su 4.320, hanno presentato un’iniziativa legale. La loro contestazione riguardava l’impossibilità di entrare nella struttura, nonostante lo statuto riconoscesse loro questo diritto. Chiamato a decidere in via cautelare, quindi senza pronunciarsi ancora sul merito della controversia, un giudice di Trapani ha sospeso l’attività turistico-ricettiva.

L’ordinanza ha inoltre considerato invalido il contratto di affitto stipulato con i proprietari e ha stabilito che le decisioni dell’assemblea debbano essere approvate all’unanimità, non a maggioranza. È questa interpretazione delle regole interne ad aver prodotto il blocco operativo.


Un indotto da dieci milioni

Prima dello stop, la Tonnara aveva costruito un modello economico con ricadute rilevanti sul territorio. La struttura occupava 30 dipendenti regolarmente assunti e aveva sostenuto interventi su abitazioni, arredi, tecnologie e servizi, coinvolgendo artigiani e fornitori locali nel rispetto dell’architettura storica.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il calendario comprendeva circa 60 matrimoni ogni anno, con invitati provenienti da Stati Uniti, Australia, India, Francia e Regno Unito. Le celebrazioni, spesso distribuite su tre giorni, spingevano gli alberghi di Scopello e delle località vicine a quintuplicare il prezzo delle camere. Le imprese locali di ristorazione arrivavano a preparare da quattro a sei banchetti per evento, destinati a circa 200 persone tra pranzi e cene.

Il beneficio si estendeva anche a fioristi, autisti, parrucchieri, artigiani, società di noleggio, operatori portuali, negozi e bar. Nel corso dell’anno, queste attività si trovavano a servire circa 12.000 clienti con una capacità di spesa elevata, molti dei quali prima non frequentavano la zona. La stima dell’indotto prodotto per Castellammare del Golfo è di 10 milioni di euro annui, oltre alle entrate fiscali per Stato, Regione e Comune.


Da set internazionale a simbolo locale

La Tonnara è stata utilizzata per le riprese di Ocean 11, della serie televisiva Makari e della versione Netflix de Il Gattopardo. Il complesso ha inoltre ospitato numerosi servizi fotografici realizzati per importanti marchi della moda e ha attirato personalità come Charli XCX, i Muse, Toni Collette e il fondatore di Mubi, oltre a esponenti della finanza e dell’industria internazionale.

Per le agenzie specializzate nell’organizzazione di matrimoni, il luogo è diventato una delle proposte più ambite a livello globale. Il risultato ha contribuito a rafforzare l’immagine di Castellammare e di una provincia che comprende attrazioni come Segesta, Selinunte, le isole Egadi, Pantelleria, Gibellina Nuova, il Cretto di Burri, la Riserva dello Zingaro, Mozia, lo Stagnone e le saline. Nello stesso territorio si trovano inoltre Trapani, Marsala, Mazara del Vallo e Alcamo, insieme a tradizioni gastronomiche come il cannolo di Dattilo e il couscous.


Il Comune sotto accusa

Nella ricostruzione della vicenda, la risposta del Comune di Castellammare del Golfo viene giudicata particolarmente inadeguata. L’amministrazione, invece di cercare una soluzione capace di salvaguardare la continuità dell’attività e i vantaggi economici collegati, avrebbe lasciato aggravare una situazione con conseguenze potenzialmente estese.

La Tonnara si trova così al centro di una disputa privata che ha già prodotto una sospensione dell’accoglienza turistica. Il danno riguarda i comproprietari, ma anche i lavoratori, le imprese coinvolte negli eventi e la reputazione di una destinazione che negli ultimi anni aveva conquistato una visibilità internazionale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere