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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Schlein rilancia sulla sanità: «Il 7% è il nostro impegno»

La segretaria del Pd presenta la proposta alternativa alla linea del Governo e attacca Meloni su proteste, gas, scuola e semplificazioni per le imprese.

Le proteste nelle piazze, secondo Elly Schlein, non vanno combattute ma ascoltate: al Governo la segretaria del Pd rimprovera di non aver dato risposte concrete a chi studia, lavora e produce. Dall’assemblea nazionale del partito, riunita a Roma, arriva così una piattaforma alternativa alle scelte economiche dell’esecutivo, con la sanità al centro.

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Il 7% per la sanità pubblica

La proposta di legge del Pd punta a portare la spesa sanitaria al 7% del prodotto interno lordo, indicato da Schlein come il livello medio europeo. La segretaria ha legato questo obiettivo a un eventuale governo sostenuto dall’intera alleanza progressista: «Abbiamo presentato una proposta di legge per portare la spesa sanitaria alla media europea del 7 per cento».

Il confronto viene tracciato anche sul terreno delle priorità di bilancio. Schlein ha sostenuto che un’affermazione del centrodestra condurrebbe a destinare il 5% del Pil alla spesa militare, mentre il centrosinistra dovrebbe assumersi l’impegno di rafforzare il finanziamento del sistema sanitario.


Le piazze contro il Governo

Nel suo intervento, la leader dem ha descritto le mobilitazioni come la richiesta di decisioni precise da parte di cittadini alle prese con studio, lavoro e produzione. «Le piazze chiedono alla politica di assumersi la responsabilità di scelte concrete», ha detto, accusando l’esecutivo di non prestare attenzione a quelle voci.

Schlein ha definito il Governo guidato da Giorgia Meloni il più duraturo ma anche il meno capace di produrre risultati. A suo giudizio, la presidente del Consiglio non avrebbe realizzato riforme in grado di migliorare concretamente la vita delle persone, che oggi scendono in strada in condizioni economiche peggiori e con una maggiore rabbia rispetto al passato.

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Gas e scuola, gli altri attacchi

Sul costo dell’energia, Schlein ha contestato alla premier di aver presentato come un successo l’intervento della Commissione europea, arrivato dopo le pressioni sul prezzo del gas. La segretaria del Pd ha ricordato che il suo partito chiedeva un tetto alle tariffe già da aprile e ha sostenuto che una risposta arrivata allora avrebbe potuto evitare alle famiglie italiane il peso del successivo rincaro.

La scuola pubblica è stata invece indicata come uno strumento decisivo per l’emancipazione sociale. Schlein ha richiamato l’articolo 34 della Costituzione e, rivolgendosi alle parole di Meloni sullo striscione «Qui nessuno è straniero», ha spiegato: «Nelle classi non vediamo italiani e stranieri ma bambine e bambini».


Semplificazioni ancora da realizzare

Nel passaggio dedicato alle imprese, la segretaria dem ha criticato il bilancio del Governo sulla semplificazione amministrativa. A suo avviso, l’esecutivo avrebbe reso più complicato il funzionamento di Industria 4.0, mentre non avrebbe accolto la proposta delle opposizioni per estendere agli investimenti nella transizione ecologica e digitale l’autorizzazione unica prevista sul modello delle Zes.

Il tema è stato inserito da Schlein nello stesso quadro della contromanovra: più risorse per la sanità, sostegno alla scuola e procedure più semplici per gli investimenti. La leader del Pd ha così contrapposto le priorità del suo partito alle scelte che il Governo sta preparando.

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