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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Bologna, gli Strokes cambiano pelle: il finale che nessuno aspettava

All’Unipol Arena la band newyorkese ha alternato i brani più celebri alle nuove sperimentazioni, sorprendendo il pubblico anche con Bella ciao

La sorpresa più inattesa arriva quasi alla fine, quando Fabrizio Moretti abbandona per un momento la batteria e intona Bella ciao. Julian Casablancas lo segue, poi l’intera Unipol Arena di Bologna si unisce al canto prima che il gruppo riparta con Lonely in the Future. È il simbolo di una serata in cui gli Strokes hanno celebrato il proprio passato senza rimanerne prigionieri.

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Una band ancora capace di spiazzare

L’unico appuntamento italiano degli Strokes, con il palazzetto completamente esaurito, ha mostrato una formazione ancora molto affiatata, ma meno interessata a ripetere la formula degli inizi. In scaletta sono entrati i classici che hanno costruito la loro fama e diversi brani del nuovo album Reality Awaits, pubblicato a luglio e prodotto da Rick Rubin.

L’apertura è stata affidata a Tyrants of the Mellow Moon, mentre durante il concerto hanno trovato spazio Hard to Explain, Someday, Last Nite, Take It or Leave It e The Adults Are Talking. Reptilia, proposta come seconda canzone, ha provocato una reazione entusiasta persino da Casablancas, che ha commentato con un «wow» davanti alla risposta dell’arena.

Il cantante si è presentato con un lungo cappotto nero e gli occhiali da sole, mantenendo quell’abbigliamento per tutta la serata nonostante il caldo. Spesso ha stretto il cappotto sul ventre e in alcuni momenti ha cantato rivolto verso il fondo del palco, conservando quell’atteggiamento imprevedibile che lo accompagna da anni.


Dal rock degli esordi a Reality Awaits

Nel 2001 Is This It? aveva imposto gli Strokes come riferimento del revival garage rock, grazie a una scrittura apparentemente semplice e alla voce svogliata di Casablancas. Dopo Room on Fire, uscito nel 2003, ogni cambiamento della band è stato confrontato con quel modello, anche quando il gruppo ha sperimentato in Angles, Comedown Machine e The New Abnormal.

Reality Awaits ha accentuato la distanza dagli esordi. L’uso dell’Auto-Tune sulla voce di Casablancas ha diviso ascoltatori e critica, mentre Lonely in the Future risponde alle osservazioni del recensore musicale Anthony Fantano. A Bologna è arrivata anche Dine N’ Dash, un brano costruito su continui cambi di direzione.

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Il pubblico italiano attendeva gli Strokes dal 2011, quando il concerto di Vigevano era stato interrotto da problemi tecnici e concluso con una scaletta accorciata. La data bolognese ha quindi segnato il ritorno nel Paese dopo una lunga pausa, in una fase segnata da una tournée internazionale con biglietti difficili da trovare.


Casablancas tra ironia e politica

La formazione, completata da Nick Valensi, Albert Hammond Jr., Moretti e Nikolai Fraiture, ha conservato il legame con il pubblico anche nei momenti più estemporanei. Casablancas ha chiesto quanti spettatori non fossero di Bologna; davanti alle migliaia di mani alzate ha scherzato: «Allora potete uscire», indicando la porta.

L’ironia del cantante si inserisce in un periodo nel quale gli Strokes hanno ampliato anche il proprio spazio pubblico. Il 2 ottobre, durante il concerto di Flushing Meadows a New York, Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez avevano introdotto il gruppo richiamando le disuguaglianze economiche e il contrasto all’autoritarismo.

A Bologna, invece, il momento politico e collettivo è arrivato attraverso Bella ciao, intonata da Moretti e trasformata in un canto corale. Poi la band è tornata agli strumenti e ha chiuso il passaggio con Lonely in the Future, unendo la memoria della musica italiana alla direzione più recente del proprio repertorio.

L’influenza esercitata dagli Strokes sugli artisti arrivati dopo di loro resta evidente, ma il concerto ha raccontato soprattutto la loro evoluzione. A Bologna non è comparsa la copia della band del 2001: sono saliti sul palco gli Strokes di oggi, ancora in grado di far cantare e saltare un’arena con Reptilia e Last Nite, ma anche di sorprendere con una scelta inattesa come Bella ciao.

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