Schlein a Bruxelles, il messaggio che guarda a Palazzo Chigi
Nel ricordo di David Sassoli, la segretaria del Pd rilancia integrazione, difesa comune e sostegno all’Ucraina, mentre con Tajani emerge un’inedita convergenza europea.
La distanza tra maggioranza e opposizione italiana si riduce, almeno per un giorno, davanti all’eredità politica di David Sassoli. A Bruxelles Elly Schlein e Antonio Tajani si ritrovano su una visione più integrata dell’Europa, con la segretaria del Pd che lega il futuro dell’Unione a investimenti comuni, difesa e appoggio all’Ucraina.
La convergenza europea parte da Sassoli
L’occasione è l’intitolazione a Sassoli di un edificio del Parlamento europeo. L’ex presidente dell’Assemblea, scomparso nel gennaio 2022, aveva guidato l’istituzione durante la pandemia e nella fase successiva, segnata dalla crisi economica.
Alla cerimonia partecipano la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il vicepresidente Raffaele Fitto e Romano Prodi, già presidente della Commissione ed ex presidente del Consiglio. Insieme a loro ci sono i rappresentanti dei principali gruppi politici europei, Tajani per il governo italiano e Schlein per il Pd.
Il ministro degli Esteri richiama soprattutto il carattere e la coerenza dell’ex presidente, definito una persona corretta e fedele ai propri ideali. Nel suo intervento, Tajani sostiene che l’Europa debba diventare più forte e capace di agire: «È la nostra casa, la nostra garanzia, il nostro futuro, la nostra patria». Da qui la richiesta di attribuire al Parlamento europeo anche il potere di iniziativa legislativa.
La posizione espressa dal leader di Forza Italia lo colloca su un terreno molto diverso da quello della Lega di Matteo Salvini e dalle posizioni di Roberto Vannacci. Nel suo intervento, inoltre, Tajani non insiste sul superamento del diritto di veto, tema che resta problematico per alcuni alleati di governo.
Schlein rilancia difesa e Ucraina
Schlein utilizza il ricordo di Sassoli per presentare una linea politica rivolta al rafforzamento delle istituzioni comuni. Dopo aver ricordato l’accoglienza ricevuta agli inizi della sua esperienza da europarlamentare, chiede che l’eredità dell’ex presidente si trasformi in decisioni concrete.
La segretaria del Pd considera il Next Generation EU un modello da non abbandonare e propone nuovi strumenti finanziati insieme dagli Stati membri. Nel suo programma rientrano un piano sociale europeo, un progetto comune per la difesa e risorse destinate all’innovazione e alla riconversione ecologica di imprese e cittadini.
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Il passaggio più delicato riguarda però il conflitto in Ucraina. Rispondendo alle domande dei giornalisti dopo la cerimonia, Schlein afferma che l’Europa debba sostenere il Paese invaso e, contemporaneamente, assumere un’iniziativa diplomatica unitaria: «Una pace giusta non può essere una resa alle ragioni dell’aggressore».
La proposta implica la ricerca di un unico negoziatore europeo, così da evitare iniziative separate e contatti poco trasparenti tra le grandi potenze. Il tema della difesa comune diventa così anche un messaggio rivolto agli alleati del Movimento 5 Stelle, contrari a una linea che colleghi sostegno a Kiev e rafforzamento militare europeo.
L’appello per una nuova Unione
Nel suo intervento Schlein richiama anche l’idea di Giorgio Parisi per la creazione di un grande centro europeo dedicato all’intelligenza artificiale. L’obiettivo indicato è aumentare l’autonomia del continente e proteggere il modello sociale europeo dalla pressione delle potenze globali.
La stessa impostazione viene collegata alle tensioni interne al Pd, attraversato dalle discussioni sul disegno di legge contro l’antisemitismo. Secondo Schlein, il partito dovrebbe tenere insieme culture politiche diverse, quelle che hanno partecipato alla Resistenza e contribuito alla nascita della Repubblica e dell’Unione europea. Sassoli, nella sua lettura, rappresentava questa sintesi senza ridurla a un semplice compromesso.
Anche il messaggio inviato da Sergio Mattarella insiste sulla necessità di rafforzare le istituzioni europee. Il Presidente della Repubblica ricorda che Sassoli difese il ruolo democratico dell’Assemblea in una fase di crisi e che da quella esperienza nacque anche la Conferenza sul futuro dell’Unione.
Romano Prodi invita infine l’Europa a tornare a essere un punto di riferimento per la democrazia. Per farlo, sostiene, i partiti dovrebbero mettere da parte progetti esclusivamente nazionali, ormai incapaci di misurarsi con le sfide comuni. Per una giornata, le affermazioni della destra radicale in Italia, Germania e Francia restano così sullo sfondo del confronto europeo.
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