3.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura40 min fa

Marocco, svolta storica: El Mansouri verso la guida del governo

La sindaca di Marrakech è stata incaricata da Mohammed VI di formare il nuovo esecutivo dopo il voto del 23 settembre

La scelta di Fatima Ezzahra El Mansouri arriva mentre il Marocco cerca risposte a disoccupazione, inflazione, salari insufficienti e crescente distanza tra giovani e istituzioni. La sua nomina rappresenta una novità senza precedenti: per la prima volta una donna si prepara a guidare il governo del Regno nordafricano.

A indicarla è stato Mohammed VI, che le ha affidato il compito di costruire la nuova maggioranza e assumere poi la guida dell’esecutivo. El Mansouri, 50 anni, è sindaca di Marrakech e nell’ultimo governo ha ricoperto il ruolo di ministra della Pianificazione nazionale e dell’urbanistica.


Un segnale nel pieno del malcontento

Secondo Riccardo Fabiani dell’International Crisis Group, l’avvicendamento possiede una forte valenza politica e simbolica. «È un messaggio di cambiamento e rinnovamento», ha osservato commentando la decisione del sovrano.

Il margine d’azione del governo resta comunque più ristretto rispetto all’influenza del re e del suo entourage. Il nuovo esecutivo dovrà però misurarsi con problemi concreti: servizi pubblici difficili da raggiungere, aumento del costo della vita, questione salariale e disagio delle nuove generazioni, nonostante una crescita economica sostenuta sul piano generale.

Le proteste della Generazione Z nel 2025 e l’emergenza legata a Ceuta, segnata dall’arrivo di decine di migliaia di persone verso l’exclave spagnola, hanno reso evidente la pressione sociale. Anche la scarsa partecipazione alle elezioni del 23 settembre e la ripresa degli islamisti moderati hanno confermato la disaffezione verso la classe politica.


La maggioranza è ancora da costruire

La designazione di El Mansouri segue il voto legislativo del 23 settembre, nel quale il Partito dell’autenticità e della modernità ha ottenuto 97 seggi. La formazione centrista e favorevole alla monarchia, coordinata dalla futura premier dal 2024, deve però raggiungere quota 198 per controllare la Camera bassa di Rabat.

L’ipotesi più probabile è una revisione dell’alleanza al governo dal 2021. Il partito di El Mansouri potrebbe restare al fianco del Raggruppamento nazionale degli indipendenti, sceso da 102 a 66 deputati, e dell’Istiqlal, passato da 81 a 65 rappresentanti.


Battuto il candidato della vigilia

El Mansouri ha prevalso su Fouzi Lekjaa, considerato fino all’ultimo il principale candidato alla successione di Aziz Akhannouch, premier uscente espressione del Raggruppamento nazionale degli indipendenti. Lekjaa presiede la federazione calcistica marocchina ed è tra i protagonisti dell’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2030, assegnati insieme a Spagna e Portogallo.

La nuova ministra-presidente, avvocata e laureata in Francia, dovrà quindi affrontare un passaggio delicato. Il Marocco, che conta meno di 40 milioni di abitanti, si prepara a un decennio caratterizzato da grandi investimenti legati all’evento sportivo, ma anche da una disoccupazione stimata al 37%, redditi giudicati insufficienti e tensioni sociali persistenti.

Fabiani considera la nomina una possibile risposta al malessere accumulato negli ultimi cinque anni, senza però prevedere una trasformazione dell’assetto politico complessivo. La prima donna chiamata a guidare il governo dovrà ora tradurre il valore simbolico della scelta in un accordo parlamentare e in misure capaci di incidere sulle difficoltà quotidiane.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere