Schiaffo a scuola, gli studenti chiedono chiarezza: «Non va normalizzato»
Un 17enne sarebbe stato colpito durante l’occupazione dell’istituto alberghiero Giovanni Giolitti di Torino: il docente coinvolto non ha ancora commentato
Gli studenti dell’istituto alberghiero Giovanni Giolitti chiedono che l’episodio venga accertato e affrontato senza attenuanti. Annunciano inoltre iniziative per ottenere risposte concrete, tutelare i ragazzi coinvolti e impedire che gesti simili vengano considerati normali.
La richiesta riguarda anche l’ascolto degli studenti presenti e una ricostruzione precisa di quanto avvenuto. Il dirigente scolastico Luigi Piscopo, contattato sulla vicenda, non ha finora rilasciato dichiarazioni.
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La protesta degli studenti non si placa
Secondo i ragazzi, il docente avrebbe già avuto un comportamento fisico nei confronti di altri studenti il giorno precedente all’occupazione, spingendone alcuni. L’episodio, riferiscono, ha alimentato la rabbia e la convinzione che l’istituto debba garantire un ambiente sicuro a prescindere dal ruolo ricoperto dalle persone presenti.
La posizione degli studenti è netta: la preoccupazione per l’incolumità di un ragazzo non può diventare una giustificazione per colpirlo. «Non possiamo normalizzare comportamenti simili né giustificare un abuso di potere solo perché a compierlo è un professore», sostengono, pur ricordando che alcuni compagni descrivono il docente come una persona normalmente disponibile e incapace, a loro giudizio, di fare del male.
Cosa sarebbe accaduto durante l’occupazione
Il fatto contestato risale ai giorni dell’occupazione dell’istituto. Un gruppo di studenti aveva sistemato alcuni materiali al piano terra per ostacolare l’accesso degli insegnanti; il professore, che ricopre anche l’incarico di responsabile della sicurezza della scuola, sarebbe riuscito a superare il blocco.
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Una volta oltrepassata la barriera, avrebbe colpito con uno schiaffo un ragazzo di 17 anni che stava ancora cercando di impedirgli il passaggio. La scena è stata registrata da alcuni presenti e il filmato è poi circolato nelle conversazioni degli studenti su WhatsApp.
Reazioni e provvedimenti attesi
Dopo lo schiaffo, tra gli studenti sarebbe esplosa la protesta. In seguito è intervenuta la presidenza, comunicando l’intenzione di valutare provvedimenti; ai ragazzi sarebbe stato spiegato che il docente avrebbe agito per ragioni legate alla sicurezza dell’edificio.
Nella stessa giornata, la madre del minorenne si è recata a scuola per incontrare il preside. Gli studenti, tuttavia, chiedono che la motivazione legata alla sicurezza non venga utilizzata per ridimensionare il gesto: «Se fosse stato davvero preoccupato, non avrebbe dovuto alzare le mani su un minorenne», affermano.
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