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Attualità 2 min di lettura13 min fa

Lega, il voto segreto può cambiare tutto: Garavaglia sfida Salvini

Il senatore lombardo ha superato quota 80 firme e correrà per la segreteria contro il leader uscente, sostenuto da Fontana e Romeo ma senza l’appoggio di Zaia.

Matteo Salvini sta preparando un nuovo simbolo e una segreteria politica destinata ad accompagnare la Lega fino alle prossime elezioni. L’ipotesi sul tavolo è quella di coinvolgere anche l’area nordista, che ora avrà la possibilità di misurare il proprio peso nel congresso straordinario.

La contrapposizione interna è già emersa pubblicamente. In provincia di Bergamo sono comparsi messaggi contro la gestione del partito e a favore di Massimo Garavaglia, mentre il senatore Claudio Borghi ha replicato su X sostenendo che il congresso, criticato fino a pochi giorni fa da alcuni esponenti, sarebbe improvvisamente diventato “verissimo”.

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Il fronte lombardo prende posizione

Garavaglia ha riferito di aver raccolto indiscrezioni su possibili ostacoli durante la ricerca delle adesioni. In un’intervista rilasciata a Repubblica ha parlato di dirigenti forse intenzionati a essere “più realisti del re”, senza però indicare nomi o circostanze precise.

A schierarsi con lui è soprattutto la Lombardia. Più di 50 sottoscrizioni provengono infatti da quella regione, comprese quelle del presidente Attilio Fontana e degli assessori Massimo Sertori e Claudia Terzi. Tra i sostenitori figura anche Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario regionale, da tempo critico verso l’indirizzo impresso alla Lega.


Zaia resta fuori dalla contesa

Luca Zaia, invece, avrebbe scelto di non appoggiare nessuno dei due candidati. La stessa posizione sarebbe stata adottata da alcuni ex assessori della sua giunta, lasciando così il Veneto senza un sostegno ufficiale per Garavaglia o Salvini.

Dal Veneto sono arrivate circa dieci firme per la candidatura dell’ex ministro. Le altre adesioni necessarie sono state raccolte in Piemonte e Trentino, completando il quadro territoriale richiesto dal regolamento.

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La sfida alla linea sovranista

Garavaglia propone un ritorno a una Lega più legata alle esigenze delle regioni settentrionali, delle partite Iva e delle piccole e medie imprese. Presentando la candidatura, aveva riassunto la propria impostazione con queste parole: «La Lega è la Lega, non è di estrema destra. Siamo federalisti e siamo il partito dei territori».

Il senatore, vicino a Giancarlo Giorgetti, non descrive tuttavia la sua iniziativa come una rottura irreversibile. Ha definito la corsa un’occasione di confronto politico e ha spiegato: «La mia candidatura è per unire, non per dividere». L’obiettivo indicato dall’area nordista è arrivare alle prossime elezioni politiche senza una spaccatura definitiva, rinviando eventualmente a un congresso aperto anche agli iscritti.


A Milano si decide il nuovo leader

La candidatura è stata formalizzata dopo il raggiungimento delle 80 firme previste. Le sottoscrizioni dovevano arrivare da almeno quattro regioni e sono state depositate entro le 13 di mercoledì 21 ottobre, consentendo a Garavaglia di affrontare Salvini al congresso.

L’appuntamento è fissato a Milano per sabato 24 e domenica 25 ottobre. Saranno chiamati al voto circa 700 delegati: 400 eletti e 300 presenti di diritto. A differenza dell’assemblea di Firenze dell’aprile 2025, quando Salvini era stato confermato per acclamazione, questa volta la scelta avverrà con scrutinio segreto e la sfida sarà tra due candidati.

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